Esteri

Londra e i visti speciali per gli stranieri: Khan sfida la Brexit

Il progetto del sindaco della City sui permessi di lavoro che dovranno essere diversi dal resto della Gran Bretagna

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Chiara Degl'Innocenti

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"Londra, città aperta". È lo slogan di Sadiq Khan, il primo musulmano e figlio di immigrati al timone di una delle più grandi capitali europee, che in materia di immigrazione sta lavorando a una proposta sul sistema di permessi di lavoro separata dal resto del paese.

Durante un'intervista rilasciata a SkyNews il sindaco Sadiq Khan ha detto che "sta lavorando su un progetto che renderà possibile continuare a reclutare e attrarre talenti" confermando di essere in fase di trattative con il cancelliere Philip Hammond, così come con David Davis, segretario Brexit e il suo predecessore e ora ministro degli Esteri Boris Johnson.

Ora non gli resta che definire la cosa con il primo ministro Theresa May. "Stiamo parlando con i leader del business, con le aziende e i loro rappresentanti per vedere cosa possiamo fare insieme per assicurare che Londra non si veda sfuggire talenti, partnership e innovazione". Elementi che hanno contribuito a fare della City e della capitale britannica una delle realtà più attive e cosmopolite a livello globale: nelle parole di Khan, "la più grande città del mondo d'oggi".

Così il primo cittadino di Londra ha invocato speciali "visti di lavoro" facilitati per mantenere aperte le porte della capitale agli stranieri anche laddove la Brexit (che Khan spera venga ritardata fino a fine 2017 in modo che si possa mantenere la libertà di movimento all'interno del paese) dovesse sfociare nella reintroduzione di un regime di visti fra la Gran Bretagna e e l'Europa con controlli più stringenti a livello nazionale.

Sul come si arriverà a farlo ancora il sindaco non si è sbilanciato. Quello che si sa è che la proposta è stata abbozzata con alcuni esponenti del business. Ora si tratta di trovare un accordo con il governo conservatore: Khan ne ha parlato con il cancelliere dello Scacchiere, con il titolare degli Esteri e suo predecessore oltre che con il ministro per la Brexit, in attesa di avere un faccia a faccia con la stessa premier Theresa May.

L'obiettivo, ha confermato il sindaco a SkyNews, a margine della conferenza annuale del Labour in corso a Liverpool, è quello di elaborare "un modello che garantisca alla città di reclutare persone capaci che sono la linfa vitale per il sistema Londra dal resto del mondo e dell'Europa".

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