Libia: la liberazione di Ignazio Scaravilli

Il medico catanese era stato rapito il 6 gennaio scorso. Sarebbe in buone condizioni di salute ma per il rientro in Italia bisogna aspettare ancora

scaravilli

Ignazio Scaravilli, il medico catanese irreperibile dal 6 gennaio 2015 in Libia, in una foto tratta dal suo profilo Facebook. – Credits: FACEBOOK

È stato liberato Ignazio Scaravilli, l'ortopedico catanese di 70 ann rapito il 6 gennaio scorso in Libia, dove si era recato per fornire assistenza medica per l'apertura di un ospedale. Lo scorso 3 febbraio era stato ricordato dal Presidente Mattarella proprio durante il suo discorso di insediamento.

Tutti i conoscenti hanno descritto Scaravilli come uomo estremamente assennato. Le sue condizioni di salute, nonostante la prigionia in un carcere amministrato dagli islamisti Ansar Al Sharia, sarebbero comunque buone. L'uomo avrebbe passato l'ultima settimana, dopo il rilascio, a Tripoli, dove era stato trattenuto dal governo islamicoper ottenere, in cambio della liberazione definitiva, il ricooscimento politico del suo governo da parte di Roma. Non si conoscono ancora i tempi per il rientro in Italia.

Rimane nelle mani dei rapitori il solo padre Dall'Oglio, 60 anni, rapito in Siria a fine luglio 2013 e che ora, secondo alcune fonti non confermate, sarebbe detenuto in una delle prigioni dell'Isis a Raqqa.  Fondatore della comunità monastica di San Mosé l'Abissino, per lungo tempo Dall'Oglio è stato a capo della comunità di Mar Musa, a nord di Damasco, divenuta un luogo di riferimento per il dialogo interreligioso e meta di migliaia di pellegrini, con la benedizione di Assad e della Chiesa cattolica, riuscendo a  preservarsi come un'oasi di pace nei primi mesi di scontri tra lealisti e ribelli.

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