Esteri

Libia: Isis, caccia alle streghe

Davanti a donne e bambini i combattenti del califfato continuano a decapitare persone accusate di stregoneria

Libia: Isis decapita due uomini accusati di stregoneria

Redazione

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In Libia ancora una decapitazione: nella pubblica piazza di Sirte, una donna marocchina è stata decapitata perché accusata dalla Corte islamica di essere una strega. 
Nel corso della stessa, macabra cerimonia è inoltre stata amputata la mano a un uomo riconosciuto colpevole di furto, cui è stata applicata la sharia, la legge coranica, nella sua forma più rigida. E un uomo palestinese, è stato finito a colpi di arma da fuoco come spia.

Anche se queste esecuzioni non sono ancora state verificate, pur essendo riferite dal portale di informazione Alwasat, è certo che gli uomini dell'Isis abbiano inaugurato una stagione di caccia alle streghe

Sempre di oggi è la notizia che è stata fucilata una coppia accusata di stregoneria, da membri di un gruppo legato allo Stato islamico.

Lo ha riferito una fonte anonima della sicurezza di Sirte, uno dei bastioni dell'Isis in Libia, affermando che i due erano anche stati accusati di combattere contro il cosiddetto califfato. Per questo la coppia è stata fucilata in piazza dei martiri, nel centro della città.
L'uomo era un cittadino libico, mentre "probabilmente la donna uccisa era di nazionalità sudanese", ha detto la fonte.

Si tratta della seconda esecuzione per stregoneria registrata negli ultimi mesi in Libia. La prima era stata riportata dall'agenzia di stampa locale Wal e aveva riguardato due religiosi, di nome Said al Maidani e Adel Hafez.

 

Solo la scorsa settimana i due uomini erano stati decapitati senza pietà in una piazza pubblica: l'accusa per entrambi era quella di stregoneria e la loro esecuzione era stata registrata in un video. Nella ormai nota tuta arancione, con le mani legate e gli occhi bendati, i due venivano condotti in piazza da militanti jihadisti e poi uccisi.

Lo aveva riferito il sito Alwasat. Non è ancora chiaro quando e soprattutto dove l'esecuzione sia avvenuta.

Nel video compariva la scritta "Wilayat Tarablus": "Tarablus" è il nome in arabo di Tripoli mentre "wilayat" significa 'provincia'.

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