Esteri

Libia, il fallimento della strategia ONU

L’accordo per la formazione di un governo presentato da Bernardino Leon è stato respinto sia dal parlamento islamista che dall’Operazione Dignità

Egyptians flee from Libya

18 febbraio 2015, cittadini egiziani in fuga dalla Libia. EPA/TAREK FARAMAWY/ALMASRY ALYOUM EGYPT OUT

di Rocco Bellantone per Lookout news

Probabilmente ormai solo il segretario generale dell’ONU Ban Ki Moon e il suo inviato speciale in Libia Bernardino Leon credono che si possa venire fuori dalla crisi libica con una soluzione politica capace di mettere tutti d’accordo. L’ennesima dimostrazione della debolezza della strategia su cui continuano a puntare le Nazioni Uniti è arrivata da Tripoli ieri, martedì 28 aprile 2015, a nemmeno 24 ore dal piano presentato da Leon che prevedeva la creazione di un nuovo organo, il Consiglio Presidenziale, composto da un triumvirato formato dal primo ministro e da due vice-premier e rappresentato esclusivamente dalla Camera dei Rappresentanti di Tobruk.

 La risposta arrivata dal parlamento tripolino, espressione del governo islamista guidato dal premier Khalifa Mohamed Ghwail, è stata infatti negativa. In una conferenza stampa trasmessa sulle reti televisive libiche, il portavoce del Congresso Generale Nazionale, Omar Hemidan, ha dichiarato che il parlamento di Tripoli respinge completamente e all’unanimità la bozza di accordo politico per la Libia avanzata da Leon.

A Leon le milizie dell’Operazione Dignità chiedono la revoca dell’embargo sulle armi
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