Tacciono le armi nel Libano meridionale

Il diario di Aldo Bolognini, riservista e giornalista, di stanza nell'ambito della missione Unifil al confine tra il Paese dei cedri e Israele: regna ancora la pace grazie anche allo splendido lavoro dei nostri soldati

Soldati italiani in Libano – Credits: ALDO BOLOGNINI

Aldo Bolognini

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Sector West, al confine tra Libano e Israele dove opera, in collaborazione con le Laf (esercito libanese), la brigata corazzata Ariete inquadrata nelle missione Unifil su mandato Onu. Attualmente la situazione è di calma, nonostante l'escalation militare tra Israele e palestinesi, anche se a far precipitare le cose potrebbe bastare poco. Nei giorni scorsi ci hanno provato tre ragazzi palestinesi lanciando alcuni razzi su Israele, ma fortunatamente non sono riusciti a far scoccare la scintilla di guerra che speravano, grazie anche al gran lavoro di mediazione dei militari italiani che sono al comando non solo del Sector West, agli ordini del generale Fabio Polli, ma anche di tutta la missione Unifil. La voglia di mantenere la pace in quest'area è evidente, la popolazione ha una grande considerazione degli italiani che, dopo un lunghissimo periodo di guerra continua, hanno stabilizzato la regione. La stessa Hamas, sotto traccia, ha aiutato l'intelligence libanese a scovare i tre lanciatori di razzi.  

Uno dei principali problemi del paese è rappresentato dai profughi: vivono stabilmente entro i confini del Libano oltre 500mila palestinesi, mentre con la guerra in Siria sono arrivati circa un milione e mezzo di profughi. Dei numeri insostenibili per un paese di poco più di 4milioni di abitanti e alle prese con una crisi economica e politica. Il Sector West è la zona più tranquilla del Libano, tant'è che viene presa come modello di coabitazione, anche religiosa. Nel paese convivono senza grossi problemi oltre 12 confessioni, già Papa Giovanni Paolo II parlava di miracolo libanese, e i principali esponenti religiosi da sempre hanno ottimi rapporti.

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La riprova? Pochi giorni fa a salutare monsignor Georges Bacouni, che dopo oltre 8 anni alla guida della sede arcipretale dei greco-melchiti, lasciava l'incarico, tutti i più importanti capi musulmani locali nonostante il ramadam si sono presentati: dallo sciita Hassan Abdallah a quello sunnita Medral Al Habbah. Oltre all’arcivescovo Gabriele Giordano Caccia, nunzio apostolico a Beirut, e all’arcivescovo maronita Chucrallah-Nabil El-Hage. A sostituire Bacouni Michel Abrass, che durante il suo discorso di insediamento abbandona l’arabo e passa all’italiano per ringraziare la missione Unifil e in particolare il generale Fabio Polli, per il «mantenimento della sicurezza degli abitanti del Libano del Sud».

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Aldo Bolognini, giornalista, riservista dell'esercito, è di stanza nel Libano del sud, a Shama, con la missione Unifil a guida italiana. Domani, 24 luglio 2014, è previsto il cambio del comandante del contingente Onu che passerà da un italiano a un altro italiano: dal gen. Paolo Serra al gen. Luciano Portolano. Un riconoscimento anche al modo in cui i nostri soldati, rispettati da tutti gli attori sulla scena, sono riusciti a gestire la situazione. Per noi scriverà un diario dal fronte sud
 

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