La lettera di Peter Kassig ai genitori

Le toccanti parole del condannato a morte dell'Isis nel giorno in cui infuria la battaglia a Kobane

Kassig

L'ostaggio Peter Kassig – Credits: FACEBOOK

 «Ho paura di morire, ma la cosa più difficile è non sapere, immaginare, sperare se posso addirittura sperare ancora». «Mi dispiace da morire che sia accaduto tutto ciò e per quello che state passando». «Se dovessi morire, immagino che almeno voi ed io potremo trovare conforto nel sapere che me ne sono andato cercando di alleviare le sofferenze e aiutare coloro che avevano bisogno. Prego ogni giorno e non sono arrabbiato della mia situazione. (....) I love you».


Sono alcuni estratti della commuovente lettera che l'ostaggio americano Peter Kassig (che l'Isis ha minacciato di uccidere nel video della decapitazione del volontario britannico Alan Henning venerdì sorso) ha inviato ai genitori datata 2 giugno e resa nota solo ieri «perchè il mondo capisca perchè noi e tante altre persone lo amiamo e ammiriamo». Kassig, che dopo la sua conversione all'Islam ha cambiato il proprio nome in Abdul Rahman, aveva combattuto in Iraq tra l'aprile e il luglio del 2007 come ranger. Dopo il congedo per motivi sanitari, aveva deciso di fondare nel 2012  una Ong di aiuto alle vittime dei conflitti armati. È stato catturato un anno fa nell'est della Siria, nei pressi di Dei Ezzor. I genitori, Ed e Paula, hanno fatto appello al governo affinché non chiudano le porte al dialogo. «Continuiamo la pressione sul governo affinchè fermi le sue azioni e continui a parlare con i suoi sequestratori perché abbiano pietà e lo rilascino». 

GUERRA A KOBANE
Nella città al confine tra Siria e Turchia, dove ieri una combattente curda si è fatta esplodere nei pressi di una postazione controllata dai miliziani dell'Isis, infuria intanto la battaglia. L'Osservatorio siriano dei diritti umani (Osdh) parla di 19 morti tra i peshmerga e 27 tra i miliziani islamici durante la notte. I miliziani - che hanno issato la loro bandiera nera in un edificio nel quartiere orientale della città siriana - avrebbero preso il controllo di una collina strategica nei pressi della cittadina da cui può martellare con l'artiglieria tutta l'area. Kobane, che è la terza città curda della Siria, è strenuamente difesa dai combattenti delle Unità di protezione del popolo curdo-siriane, pero ora meno numerosi e meno armati degli jihadisti. Secondo il britannico Times, la Turchia - che ha dato il via libera alla creazione di un lungo corrodoio umanitario al conmfine con la Siria per far giungere gli aiuti alla popolazione allo stremo di Kobane - avrebbe intanto negoziato con l'Isis il rilascio di oltre 180 jihadisti (fra cui due britannici) in cambio di 46 diplomatici di Ankara e tre iracheni, rapiti dallo Stato islamico nei mesi scorsi. Notizia che Ankara sostiene essere falsa, nonostante le fonti inglesi citate dal Times confermino l'ipotesi di uno scambio.

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