Le mani della mafia russa sulle prossime Olimpiadi invernali

Credits: Yoshikazu Tsuno/Afp Photo

CHE COSA È SUCCESSO
A Mosca dicono che è stato un lavoro da professionisti, perché servivano esperienza e sangue freddo per uccidere Aslan Usoyan, noto come «Ded Khasan» (nonno Khasan), capo indiscusso della mafia russa da almeno 3 decenni. Un cecchino lo ha colpito mentre usciva da un ristorante sulla strada Povarskaya assieme a una decina di sodali e di guardie del corpo. Usoyan era il padrone dei traffici illegali che corrono fra i quartieri eleganti della capitale russa, le città degli Urali e i paesi del Caucaso. Il padrino era riuscito persino a mettere le mani sugli appalti di Sochi, la località del Mar Nero che ospiterà le Olimpiadi del 2014. Alla base dell’omicidio potrebbe esserci la guerra per aggiudicarsi quel giro d’affari (oltre 13 miliardi di euro solo la spesa prevista dal governo). Ora la combatterà Dmitry Chanturia, 32 anni, nipote di Usoyan.

CHE COSA HANNO SCRITTO

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«Kommersant», quotidiano economico e testata più autorevole del paese, ha pubblicato un’intervista a un politico di Russia unita, Alexandr Kinshetein. L’esponente del partito del presidente Vladimir Putin sostiene che «l’omicidio di Ded Kashan dimostra che lo scontro fra clan rivali è già cominciato». Kinshetein ricorda la stretta somiglianza tra la morte di Usoyan e quella di un altro boss della malavita, Vyacheslav Ivankov, detto «il giapponese», anche lui ucciso da un cecchino nel 2009. Si ritiene che dietro la morte di Ivankov ci fosse proprio «nonno Khasan», che voleva disfarsi di un rivale per gli affari in vista delle Olimpiadi invernali di Sochi 2014. Per il sito internet Lenta.ru questa volta il mandante potrebbe essere Zakhary Kalashov, conosciuto come «giovane Sharko», che oggi è incarcerato in Spagna, ma che presto sarà estradato in Georgia, suo paese natale.

CHE COSA SUCCEDERÀ?
Quest’omicidio eccellente è un intreccio di soldi, mafia e politica. L’impatto della crisi economica, la competizione per i traffici di droga in arrivo dall’Afghanistan e la sensazione che il governo sia debole fanno salire la tensione anche negli ambienti della grande criminalità. In Russia c’è una nuova generazione di gangster pronta a rimpiazzare i vecchi padrini. Le agenzie di sicurezza stanno già prendendo precauzioni per fermare lo scontro, ma nessuno sa se basteranno: una guerra di mafia avrebbe conseguenze enormi sulla stabilità della Russia.

Il parere di Mark Galeotti
esperto di criminalità russa e professore del Center for global affairs della New York University.

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