Edoardo Frittoli

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La storia dell'aeronautica militare siriana comincia in Italia. Nel 1946, quando gli Inglesi lasciarono l'ex protettorato francese, Damasco non disponeva di alcun velivolo pronto al combattimento. Gli americani avevano lasciato soltanto una ventina di AT-6 "Texan" da addestramento, adattati dai siriani al bombardamento leggero, ma inefficaci per la caccia.

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Alla fine del 1948, dopo la prima guerra arabo-israeliana alla quale l'aviazione di Damasco prese parte solo marginalmente, fu Roma a fornire i primi veri velivoli da caccia alla forza aerea siriana. Si trattava di residuati bellici sopravvissuti alla guerra che l'Italia desiderava cedere in fretta in cambio di liquidità immediata. Erano i Fiat G.55 "Centauro" che avevano combattuto negli squadroni dell'Aeronautica Nazionale Repubblicana e i Macchi C205 "Veltro" che venivano sia dall'aviazione di Salò che dall'Aeronautica Cobelligerante che volò con gli Alleati nell'ultima fase della guerra, oltre ad alcuni Fiat G.59 da addestramento.

Con l'acquisto dei caccia italiani, benché obsoleti nell'era dello sviluppo dei jet, fu fondata ad Aleppo la prima scuola di volo. Tra i primi 15 cadetti c'era anche Hafez Al-Assad, padre dell'attuale presidente siriano Bashar

I primi reattori siriani furono dei vecchi Gloster "Meteor" ex-RAF, venduti dagli Inglesi poco prima che fosse operativo l'embargo nei confronti dei paesi arabi tra cui la Siria.

Ma la svolta definitiva per l'assetto della Syrian Arab Air Force venne della crisi di Suez sotto la presidenza egiziana di Nasser. Fu allora che entrarono in scena i caccia sovietici forniti sia agli egiziani che a Damasco. I primi Mig-15 arrivarono insieme agli addestratori ed ai tecnici di Mosca

Durante gli scontri della fine del 1956 la Siria non fu direttamente attaccata dagli Anglo-francesi. Tuttavia vi furono alcuni contatti tra i caccia della RAF e i vecchi Meteor siriani. A bordo di uno di questi il padre di Assad rischiò la vita quando l'8 novembre 1956, durante una sortita all'inseguimento degli inglesi, rimase ferito dopo un atterraggio di emergenza per il malfunzionamento del carrello.

La Syrian Arab Air Force vedrà di nuovo l'azione nel 1967, durante la guerra dei Sei Giorni. A Damasco Hafez Al-Assad aveva già preso il potere 6 anni prima ed aveva spinto l'acceleratore sulla spesa militare. Il partner unico per la commesse rimase Mosca, che fornì a Damasco i caccia moderni Mig-21 dotati di missili aria-aria. Nonostante i nuovi aerei, la guerra lampo contro Israele fu per l'aviazione siriana una débâcle con la perdita di 60 caccia, molti dei quali abbattuti al suolo dai jet israeliani. 

Pochi anni dopo, nel 1973, sarà un'altra guerra contro Israele a far volare i Mig di Damasco. Questa volta, assieme ai caccia egiziani, attaccarono per primi le basi israeliane sul Sinai e sulle alture del Golan. Durante la guerra dello Yom Kippur l'aviazione siriana mostrò quanto fosse cresciuta dal punti di vista offensivo e strategico. Solo la vittoria israeliana sulle alture del Golan fece sì che il cessate il fuoco limitasse le perdite inflitte da Damasco all'aviazione di Israele. 

Ancora con la determinante assistenza sovietica i caccia siriani si levarono in volo durante la guerra civile in Libano del 1982, azione che non fece ripetere i successi dello Yom Kippur per la manifesta superiorità tecnologica di Tel Aviv, specie nella precisione del tiro contraereo.

Con la fine della guerra fredda e con la caduta del blocco sovietico cessarono anche gli aiuti di Mosca all'aviazione di damasco. Tra il 1990 e il 2013 non vi sarà più alcuna fornitura di velivoli nè di tecnici da parte della Federazione Russa.

La guerra civile attualmente in corso in Siria ha messo nuovamente i caccia di Damasco al centro dell'attualità mondiale. Con l'avanzata dei ribelli in rivolta contro il governo di Bashar Al Assad, il 50% dei velivoli dela Syrian Air Force erano stati distrutti. 

Nel 2013 sarà nuovamente la Russia a supportare Damasco e la sua aviazione, con l'intervento diretto nella guerra civile. Di fatto l'aviazione di Mosca prenderà il comando delle operazioni aeree in supplenza alle strutture siriane perse durante l'avanzata dei ribelli. L'apice dei bombardamenti russi sulle zone controllate dai nemici del presidente Assad, incluse le devastanti incursioni su Aleppo, si registra tra il 2015 e il 2016. Il presidente Putin ha annunciato all'inizio del 2017 il ritiro dell'aviazione russa dal teatro siriano in vista del cessate il fuoco, dopo aver raggiunto nel 2016 punte di 60 incursioni al giorno, per un totale di oltre 8.000 vittime, di cui più di un terzo civili

Il 4 aprile 2017 l'aviazione siriana è stata accusata di crimini di guerra per il bombardamento su Khan Seikhoun nel quale sarebbero stati utilizzati ordigni al gas nervino, costate la vita ad oltre 100 civili tra cui molti bambini. Damasco ha negato che la Syrian Arab Air Force abbia fatto uso di tali ordigni vistati dalle convenzioni internazionali, tesi supportata da Mosca che attribuirebbe l'accaduto alla fuoriuscita di gas da un arsenale ribelle colpito dai jet siriani. 

Il 6 aprile 2017 l'aeroporto militare siriano di Shayrat, dal quale si erano levati in volo i jet dell'attacco su Khan Seikhoun, è stato colpito da 59 missili Tomahawk lanciati dalle navi della Marina americana USS Porter e USS Ross. La più grave crisi tra Usa e Russia dalla fine della guerra fredda è cronaca di queste ore. 

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