Esteri

L'asilo di Julian Assange è finito: arrestato il fondatore di WikiLeaks

La polizia di Londra lo ha prelevato dall'ambasciata dell'Ecuador con un mandato di Westminister; ora il processo e poi l'estradizione negli Stati Uniti

Julian Assange

Antonino Caffo

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Il fondatore di WikiLeaks, Julian Assange, è stato arrestato presso l'ambasciata ecuadoriana a Londra, secondo quanto riferito dagli agenti di Scotland Yard. Solo questo martedì, l'Ecuador aveva ricordato ad Assange l'impossibilità di rimanere a vita nell'ambasciata e di dover affrontare prima o poi le questioni che pendono sulla sua testa, tra accuse di molestie e divulgazione di segreti di stato. Il ministro degli esteri ecuadoregno, Jose Valencia, ha dichiarato al sito Teleamazonas che un soggiorno permanente non sarebbe stato positivo per lo "stato d'animo e di salute dell'uomo". 

La polizia metropolitana di Londra sono riusciti a valicare le porte della zona franca della capitale britannica con in mano un mandato emesso dal tribunale di Westminster, dinanzi al cui giudice Assange comparirà presto, proprio per rispondere alle denunce mosse in primo luogo dagli Stati Uniti ma anche dallo stesso Regno Unito.

Il ministro dell'Interno britannico, Sajid Javid, ha scritto su Twitter: "Quasi 7 anni dopo essere entrato nell'ambasciata ecuadoriana, posso confermare che Julian Assange è ora sotto custodia e sosterrà un processo equo nel nostro paese. Desidero ringraziare l'Ecuador per la sua cooperazione e la polizia per la sua professionalità. Nessuno è superiore alla legge".

Il fermo arriva il giorno dopo che Wikileaks aveva accusato il governo ecuadoriano di una "vasta operazione di spionaggio" contro Assange. La piattaforma sostiene che gli incontri con gli avvocati e un medico all'interno dell'ambasciata durante il 2018 siano stati filmati segretamente. Il ministro britannico per l'Europa e le Americhe, Sir Alan Duncan, ha spiegato: "È assolutamente giusto che Assange affronti la giustizia nel modo migliore. Ora spetta ai tribunali decidere cosa accadrà dopo. Gli eventi di oggi seguono un ampio dialogo tra i nostri due paesi e attendo con impazienza una forte relazione bilaterale tra il Regno Unito e l'Ecuador negli anni a venire".

Sin dal rifugio presso l'ambasciata, a metà 2012, Assange era conscio del rischio di estradizione negli Stati Uniti, per aver pubblicato migliaia di documenti militari e diplomatici classificati tramite WikiLeaks. Negli anni, le relazioni tra l'Ecuador e Assange sono andate pegigorando, sopratutto per la pressione mossa dal governo di Londra, che invece di usare il pugno duro ha deciso di cooperare con diplomazia, raggiungendo il risultato odierno.

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