"L'accordo sul nucleare iraniano porterà all'Olocausto"

Da Jeb Bush a Hillary Clinton: tutti contro il senatore repubblicano Mike Huckabee, autore di un improvvido paragone con la Shoah

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Hillary Clinton, candidata alla presidenza degli Stati Uniti. Ex Segretario di Stato nella prima presidenza Obama – Credits: Getty Imagines / Ethan Mille

Alla fine è sceso in campo anche Jeb Bush, in corsa per la nomination repubblicana alla Casa Bianca: «Anche se l'accordo non va bene è sbagliato parlare di olocausto per criticare il pattp sul nucleare iraniano siglato da Obama. L'uso di quel tipo di linguaggio non ci farà vincere le elezioni o risolvere i problemi».

Non si placano negli Stati Uniti le polemiche per le parole durissime che l’ex governatore dell’Arkansas e candidato iperconservatore alla nomination repubblicana, Mike Huckabee, ha adoperato per criticare lo «scellerato e idiota» accordo tra la Casa bianca e gli Ayatollah, paragonabile - secondo quest'uomo che già nel 1978 faceva parte dello staff del telepredicatore battista James Robinson - all’Olocausto nazista.

Il suo paragone con la Shoah - prima di essere criticato anche tra le fila dei più moderati dei leader repubblicani - aveva subito provocato una dura reazione da parte di Hillary Clinton, il più probabile candidato alla Casa Bianca per conto del Partito democratico: «La ritengo un'offesa personale. Questo va oltre il consentito e dovrebbe essere ripudiato da ogni persona che tiene alla necessità di mantenere il dibattito politico sui fatti e nei limiti accettabili».  Non era mancata nemmeno una netta presa di posizione da parte di Barack Obama, secondo il quale l'uscita di Huckabee sarebbe anche un modo per distogliere l'attenzione dalla propaganda populista di Donald Trump, il miliardario ultraconservatore che sarebbe secondo i sondaggi il più gradito candidato alla Casa Bianca degli elettori repubblicani. «Quanto dichiarato da Huckabee sarebbe semplicemente ridicolo, non fosse che invece è tristissimo» ha dichiarato il presidente americano da Adis Abeba, in Etiopia, seconda tappa del suo tour africano.

Ora tutti chiedono ad Huackabee che si scusi con gli americani e con gli israeliani. Le sue affermazioni sul fatto che «l'accordo sta conducendo gli israeliani alla porta d'ingresso dei forni» - fatte al sito conservatore Breitbart - non sono state ritrattate. E consentono ad Huckabee di bucare il muro del silenzio che era calato attorno alla sua candidatura, superata a destra da Donald Trump. Il Consiglio Nazionale Democratico ebraico, una potente lobby vicina ai democratici americani, ha chiesto che gli altri candidati repubblicani prendano le distanze da un paragone così ardito. «Sostenere che la politica di Obama stia conducendo gli ebrei ai forni crematori non è solo disgustosamente offensivo per il presidente americano. Ma mostra un totale disprezzo verso quelli che hanno davvero perduto le loro vite durante la Shoah». 

Obama, grande presidente. Nonostante i sondaggi
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