La strategia militare cinese

Il Libro bianco pubblicato da Pechino dice no a politiche espansioniste ma ribadisce la sovranità nel mare cinese meridionale

70th anniversary of the end of World War II

Mosca, 9 maggio 2015, la parata per celebrare i 70 anni dalla vittoria sul nazismo. Un reparto dell'esercito cinese – Credits: EPA/YURI KOCHETKOV

Divulgato dal ministero della Difesa di Pechino, il libro bianco intitolato La strategia militare della Cina, tradotto in otto lingue, ribadisce quello che era già stato rimarcato nei documenti ufficiali precedenti: il netto rifiuto a politiche espansioniste senza però retrocedere dalla necessità di difendere gli interessi cinesi nell'area asiatica, specie nel mare cinese meridionale, un'area ricca di risorse dove sono state molte negli ultimi anni le tensioni coi vicini, Filippine e Vietnam in primis.   

TENSIONE CON USA E GIAPPONE
Due sono le preoccupazioni principali di Pechino citate nel Libro bianco: da un lato la crescente presenza militare americana in Asia, in riferimento in special modo alle operazioni militari americane nelle acque territoriali del Mare cinese meridionale,  una zona di grande valore strategico per il commercio estero, ricca in risorse naturali come petrolio, gas e pesca.  Dall'altro, le politiche giapponesi, sostenute dagli Stati Uniti e malviste a Pechino che con Tokyo - con cui la Cina è ai ferri corti per le Isole Senkaku/Diaoyu -
ha ancora diverse e storiche ferite aperte risalenti al secolo scorso.

LE DISPUTE NEL MARE CINESE MERIDIONALE
Una particolare attenzione è posta, nel Libro bianco, sul caso delle Isole Paracel, un arcipelago di piccole isolette pressoché disabitate a metà strada tra Cina e Vietnam, conquistate nel 1974 da Pechino senza che Hanoi ne abbia mai riconosciuto la sovranità cinese. Vietnam e Filippine – è scritto - «hanno continuato a costruire su alcune delle isole della Cina nel Mar Cinese Meridionale». Di conseguenza, «la Marina dell'Esercito popolare di liberazione sposterà gradualmente l'attenzione dalla ‘difesa delle acque al largo’ a una combinazione di ‘difesa delle acque al largo’ e ‘protezione in mare aperto’». Più a sud le Isole Spratly, anch'esse disabitate, offrono un quadro ancora più confuso. Le oltre 750 isole e scogli sono occupate militarmente  dalla Cina, dalla Malaysia, alcune dalle Filippine e altre dal Vietnam, e persino da Taiwan - con cui Pechino è in lotta per le Isole Pratas  - non si è astenuto dall'imporre il controllo su un'isoletta e una scogliera.  

Le dispute nel Mare meridionale cinse non hanno risparmiato neppure banchi di sabbia, come Scarborough Shoal (conteso tra Cina, Taiwan e Filippine), o addirittura atolli che non affiorano nemmeno sopra il livello del mare, come il Macclesfield Bank, ridenominato Isole Zhongsha dai cinesi, e che si trova sommerso da quasi 10 metri d'acqua. I problemi riguardano pure il Mare Cinese Orientale, dove le zone economiche esclusive che Cina, Corea del Sud e Giappone potrebbero dichiarare si sovrappongono a causa delle ridotte distanze. 

I NUMERI DELL'ESERCITO
L'esercito cinese è la più grande armata del mondo:  2 milioni e 300 milioni soldati, un numero immenso che però non basta per i desideri di affermazione globale dell’Impero di Mezzo.  850 mila soldati  formano le truppe di terra, suddivisi in sette comandi regionali. 235 mila ufficiali e riservisti prestano servizio nella marina, mentre 398 mila soldati fanno parte dell’aviazione. Altri 800 mila invece sono occupati in ulteriori settori delle forze armate cinesi, come i reparti missilistici, che curano tra l’altro le testate nucleari, la polizia militare e le milizie armate che appartengono all’esercito. 


CYBERSPAZIO
Il Libro di occupa anche «dello spazio esterno», ribadendo «l'opposizione della Cina alla militarizzazione dello spazio e la sua disapprovazione di una corsa agli armamenti nello spazio». Per quanto riguarda il cyber spazio, nel Libro è scritto che «la Cina accelererà lo sviluppo di una cyber force e migliorerà le sue capacità in consapevolezza della situazione informatica e della cyber difesa».

Poiché gli interessi nazionali cinesi si estendono ulteriormente all'estero, potrebbe «rafforzare la cooperazione per la sicurezza internazionale in aree crucialmente riguardanti interessi esteri della Cina», impegnando il Pla in ampie questioni di sicurezza regionale e internazionale, e promuoverà l'istituzione di meccanismi di comunicazione d'emergenza, precauzione di rischi militari, gestione delle crisi e controllo dei conflitti.

RELAZIONI SINORUSSE
Il documento sottolinea la futura cooperazione con le forze armate russe, sostenendo che il Pla «favorirà un quadro globale, diversificato e sostenibile per promuovere le relazioni militari».

 

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