La strage di Orlando aiuterà Trump?

Il miliardario all'attacco contro Obama, reo di aver sorvolato sulla natura islamista dell'attentato in Florida

 

La strage al club gay di Orlando, «la peggiore sparatoria nella storia degli Stati Uniti», piomba sulla campagna elettorale americana, regalando a Donald Trump un inatteso assist polemico contro Barack Obama, di cui il tycoon ha chiesto le immediate dimissioni per aver omesso il carattere islamista-radicale dell'attentato e aver posto l'accento sulla necessità di regolamentare l'uso delle armi. Il  messaggio del miliardario newyorchese, affidato a twitter, colpisce in direzione opposta a quella del presidente americano e della stessa Hillary Clinton. Sorvola sulla natura omofoba della strage, accende i riflettori sulle motivazioni anti-occidentali del Omar Mateen, che pure era un cittadino americano nato negli Stati Uniti.


Strage di Orlando, 50 morti: Jihad e omofobia - Foto - Video Strage di Orlando, chi è il killer Omar Seddique Mateen
Già in passato Donald Trump aveva proposto di vietare l'ingresso negli Stati Uniti agli immigrati musulmani. Una proposta anti-costituzionale che una parte del suo stesso partito aveva subito considerato inapplicabile e demagogica

Già in passato Donald Trump aveva proposto di vietare l'ingresso negli Stati Uniti agli immigrati di religione islamica. Una proposta anti-costituzionale che era piaciuta al suo elettorato, ma che una parte del suo stesso partito aveva subito considerato inapplicabile e demagogica. Ora Trump torna all'attacco, consapevole che quanto avvenuto a Orlando può aiutarlo in una campagna elettorale dove  toni bassi non lo favoriscono e sparare a palle incatenate contro la politically correctness dei democratici può spostare milioni di voti, specie negli swinging states.

Al suo contrario i 140 caratteri di Hillary Clinton dimostrano tutta la difficoltà dei dem a dare risposte dure contro l'insorgenza islamista. Se per Hillary e Barack il terreno di scontro è quello - da San Bernardino a Orlando - del rischio dei lupi solitari, dell'eccessiva diffusione delle armi da fuoco, della violenza senza colore di tipo omofobo, per Trump - e per larga parte del suo elettorato - il pericolo viene dall'Islam radicale, dall'Isis.

È questione di accenti, di come l'elettorato indeciso su chi votare a fine anno percepirà questa ennesima strage. L'impressione - ma i sondaggi non ci sono ancora - è che l'elettorato statunitense sia più convinto della versione di Trump. E che la strage di Orlando farà il suo gioco.

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