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Esteri

La storia Cyntoia Brown che uccise il suo torturatore

Tredici anni fa, sedicenne, sparò all'uomo che la soggiogava e abusava di lei. Condannata all'ergastolo, ora le star si mobilitano per la clemenza

Rihanna, Kim Kardashian, Cara Delevingne, LeBron James, Snoopy Dog e molti altri, tutti in campo per chiedere la libertà per Cyntoia Brown, una donna di 29 anni condannata all'ergastolo per aver reagito al suo stupratore, uccidendolo, quando era appena 16enne.

La storia di Cyntoia, che è tornata sotto i riflettori a cavallo della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne (25 novembre) e dopo il caso Weinstein risale a 13 anni fa: lei era appena una teenager, ma aveva già imparato a conoscere, suo malgrado, gli abusi sessuali nella sua famiglia. La madre Georgina, con problemi di alcol e droga, l'aveva messa al mondo in seguito a uno stupro e lei, Cyntoia, aveva subìto abusi a sua volta.

Il peggio, però, doveva ancora arrivare.

La violenza e l'omicidio

A 16 anni la ragazza viveva con Johnny Mitchell Allen, un agente immobiliare 43enne al quale era di fatto stata "venduta" e che la soggiogava, ne abusava, la drogava ed era arrivato a farla prostituire.

Soprannominato Cut Thorat ("tagliagole"), si vanta di essere un tiratore scelto dell'esercito e un collezionista di armi. Una notte di agosto del 2004 dopo l'ennesima violenza, Cyntoia, presa dal panico, scambia un gesto dell'uomo come il tentativo di ucciderla, quindi reagisce: afferra una pistola calibro 40 e spara a Mitchell, uccidendolo.

Viene arrestata e processata, come un'adulta, poi condannata all'ergastolo.

La mobilitazione di vip e showbiz

Ora il suo caso sta scuotendo le coscienze negli Stati Uniti e non solo, perché è la storia di una donna (giovanissima) vittima di violenze, destinata a pagare col carcere a vita la sua scelta estrema di ribellione. Per chiederne la liberazione è stata organizzata una petizione, con tanto di hashtag, #FreeCyontoiaBrown, che in pochi giorni ha raggiunto 220.000 firme raccolte. Ad aderire anche star come la cantante Rihanna, la modella e attrice Cara Delevingne e la regina dei social e dello showbiz Kim Kardashian.

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La storia di Cyntoia Brown sugli account Twitter di molti vip, come Kim Kardashian

Le accuse

Su Cyntoia Brown pesano come macigni le accuse di omicidio premeditato di primo grado e la rapina aggravata, perché fuggendo dopo il delitto si era portata con sé alcune armi e il portafogli della vittima. La condanna all'ergastolo non lascia scampo: la 29enne potrà iniziare a godere dei primi benefici della legge americana, con la libertà condizionale a 67 anni. Fino ad allora vivrà dietro le sbarre.

Per Rihanna si tratta di una vittima del sistema della giustizia, che ha dimostrato di avere fallito.

La ragazza, però, non si dà per vinta: ha deciso intanto di studiare e ha ottenuto il diploma grazie a un programma messo a punto dal penitenziario, insieme all'Università di Lipscomb. Lavora nell'ambito di un progetto di formazione per altri detenuti, pur da ergastolana. Kim Kardashian, che ha riportato a sua volta la storia di Cytnoia sui social, ha annunciato che di aver messo a disposizione il proprio avvocato, Shawn Holley, per aiutarla.

Un film su Cyntoia

Non appena saputo della mobilitazione delle star a suo favore, Cyntoia si è rallegrata. Come riferito al New York Times dal suo avvocato, Charles Bone, che ha iniziato a occuparsi del caso 7 anni fa gratuitamente, la Brown non si aspettava che un numero così importante di celebrities si interessasse alla sua storia.

In realtà il primo a raccontare il caso era stato, nel 2011, il regista Daniel Birman, che aveva realizzato un docu-film su Cyntoia, mostrando le sequenze del suo arresto, insieme ai racconti delle violenze subite dalla giovane, e puntando il dito sul trattamento riservato ai giovani detenuti negli Stati Uniti. Proprio pochi giorni fa la pellicola di Birman è stata ritrasmessa, sulla scia dello scandalo Weinstein, sul canale Fox17 di Nashville, la città di cui Cyntoia è originaria. Immediata la reazione sui social, proprio per il coinvolgimento delle star.

A seguito del caso di Cyntoia Brown, inoltre, lo Stato del Tennessee ha modificato la legge in base alla quale anche le minorenni possono essere accusate prostituzione, riservando questo capo di imputazione solo a chi abbia già raggiunto la maggior età. Se la Brown fosse arrestata oggi la sua posizione sarebbe meno grave, in quanto considerata vittima di traffico sessuale.

L'accusa del Procuratore

Nonostante la mobilitazione, tuttavia, il procuratore distrettuale Jeff Burks, che sostenne le accuse nei confronti della Brown all'epoca dei fatti, ribadisce la propria convinzione: "Non è solo una donna che ha commesso un errore - ha spiegato - Era una persona pericolosa, le scelte erano sue: non dimentichiamoci il suo crimine".

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