Esteri

La pena di morte nel mondo nel 2014

Dopo il suicidio di Paula Cooper: quanti e dove si sono concentrate le esecuzioni capitali. Il record spetta a Cina e Iran

Pena di morte 2014

Il suicidio di Paula Cooper, la sedicenne americana divenuto simbolo della campagna abolizionista, è l'occasione per riaprire un antico dibettito: quello sulla pena di morte nel mondo. Secondo Amnesty International, l'associazione che si occupa di tutelare i diritti umani, sono 22 i Paesi che nel 2014 hanno eseguito condanne a morte, lo stesso identico numero del 2013, un numero comunque infinitamente inferiore a quello del 1960 o anche del 1980.


 RECORD IN MEDIORIENTE E ASIA
La pena capitale, oggi, è un’eccezione ed è concentrata fondamentalmente in Medio Oriente e Asia: Iran (289 esecuzioni), Iraq (61) e Arabia Saudita (90) con il 72% delle esecuzioni totali. Se fossero noti i dati della Cina, la percentuale salirebbe al 90%. Ma questo Paese continua a mantenere, su questo tema, il segreto di stato.

Dall’altro lato però è necessario notare un'inversione di tendenza rispetto all'onda abolizionista degli ultimi decenni. Nel 2014, infatti,  le condanne a morte sono aumentate drasticamente: almeno 2466 a causa soprattutto di Egitto e Nigeria che hanno messo a morte (o condannato alla pena capitale) centinaia di persone nel tentativo, futile e di corto respiro, di contrastare minacce a sicurezza, instabilità politica e terrorismo.

607 ESECUZIONI NEL 2014
Le esecuzioni di cui Amnesty International è venuta a conoscenza, ovvero quelle rese note dalle autorità, sono state 607, un numero del 22% in meno rispetto al 2013, fatta eccezione per la Cina.

Il secondo paese al mondo per esecuzioni, l’Iran, ne ha ammesse solo 289, ma secondo fonti attendibili sarebbero 743, una media di due al giorno. L’elenco dei cinque principali esecutori di condanne a morte si completa con l’Arabia Saudita, l’Iraq e gli Usa (35). Il Pakistan ha ripreso le esecuzioni dopo l’orribile attacco dei talebani contro una scuola di Peshawar.

L’uso della pena di morte è sempre più limitato nell’Africa subsahariana, dove solo tre stati (Guinea Equatoriale, Somalia e Sudan) hanno eseguito sentenze capitali. Quanto all’Europa, la Bielorussia si conferma l’unico paese a eseguire condanne a morte con almeno tre fucilazioni, dopo 24 mesi senza esecuzioni.

PAESI ABOLIZONISTI E NO: STATISTICHE

Più di due terzi dei paesi al mondo ha abolito la pena di morte per legge o nella pratica. Al 31 dicembre 2014 i paesi abolizionisti per tutti i reati erano 98, 7 i paesi abolizionisti solo per i reati comuni, 35 i paesi abolizionisti nella pratica per un totale di 140 paesi abolizionisti totali per legge o nella pratica.  I paesi mantenitori sono 58.


Paesi totalmente abolizionisti: 140 
sono quei paesi che hanno abolito la pena di morte per tutti i reati:


Albania, Andorra, Angola, Argentina, Armenia, Australia, Austria, Azerbaijan, Belgio, Bhutan, Bolivia, Bosnia ed Erzegovina, Bulgaria, Burundi, Cambogia, Canada, Capo Verde, Cipro, Città del Vaticano, Colombia, Costa d'Avorio, Costa Rica, Croazia, Danimarca, Ecuador, Estonia, Filippine, Finlandia, Francia, Gabon, Georgia, Germania, Gibuti, Grecia, Guinea, Haiti, Honduras, Irlanda, Islanda, Isole Cook, Isole Marshall, Isole Salomone, Italia, Kiribati, Kirghizistan, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Macedonia, Malta, Mauritius, Messico, Micronesia, Moldavia, Monaco, Montenegro, Mozambico, Namibia, Nepal, Nicaragua, Niue, Norvegia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Palau, Panama, Paraguay, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Repubblica Dominicana, Repubblica Slovacca, Romania, Ruanda, Samoa, San Marino, Sao Tomè e Principe, Senegal, Serbia (incluso il Kossovo), Seychelles, Slovenia, Sudafrica, Spagna, Svezia, Svizzera, Timor Este, Togo, Turchia, Turkmenistan, Tuvalu, Ucraina, Ungheria, Uruguay, Uzbekistan, Vanuatu, Venezuela.

 

Paesi abolizionisti per reati comuni: 7
sono quei paesi che hanno abolito la pena di morte per i reati comuni, ma la mantengono per casi eccezionali quali, ad esempio, i reati commessi in tempo di guerra

  Brasile, Cile, El Salvador, Figi, Israele, Kazakhistan, Perù

 

Paesi abolizionisti de facto: 35
sono quei paesi che mantengono in vigore la pena di morte, ma nei quali le esecuzioni non hanno luogo da almeno dieci anni, oppure sono paesi che hanno introdotto delle moratorie sulle esecuzioni

Algeria, Benin, Brunei, Burkina Faso, Camerun, Congo, Corea del Sud, Eritrea, Federazione Russa,Ghana, Grenada, Kenya, Laos, Liberia, Madagascar, Malawi, Maldive, Mali, Mauritania, Mongolia, Marocco, Myanmar, Nauru, Niger, Papua Nuova Guinea, Repubblica Centrafricana, Sierra Leone, Sri Lanka,Suriname, Swaziland, Tagikistan, Tanzania, Tonga, Tunisia, Zambia.

 

Paesi mantenitori: 58
sono quei paesi che mantengono in vigore la pena di morte: 
 
Afghanistan, Antigua e Barbuda, Arabia Saudita, Autorità Palestinese, Bahamas, Bahrain, Bangladesh, Barbados, Bielorussia, Belize, Botswana, Ciad, Cina, Comore, Corea del Nord, Cuba, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Etiopia, Gambia, Guatemala, Guinea, Guinea Equatoriale, Guyana, India, Indonesia, Iran, Iraq, Giamaica, Giappone, Giordania, Kuwait, Lesotho, Libano, Libia, Malesia, Nigeria, Oman, Pakistan, Qatar, Repubblica Democratica del Congo, Repubblica Dominicana, Saint Kitts e Nevis, Saint Lucia, Saint Vincent e Grenadine, Singapore, Siria, Somalia, Stati Uniti d'America, Sudan, Sudan del Sud, Taiwan, Thailandia, Trinidad e Tobago, Uganda, Vietnam, Yemen, Zimbabwe.


Il suicidio di Paula Cooper, la sedicenne che cambiò l'America
© Riproduzione Riservata

Commenti