Aerei americani in volo sulla Siria: bombarderanno l'Isis?

Gli Usa hanno iniziato sorvoli di ricognizione sulle regioni della Siria controllate dai miliziani islamici. Primo passo verso un intervento militare d'intesa con Assad?

– Credits: Getty Imagines / Giuseppe Cacace

Il primo passo è stato fatto. Gli aerei americani sono sulla Siria. Hanno iniziato sorvoli di ricognizione sulle regioni controllate dall'Isis. Sono stati autorizzati da Barack Obama e, dicono fonti di Al Jazeera, dallo stesso leader siriano Bashar al-Assad. Nessuno ha voluto dargli troppa pubblicità, soprattutto gli americani, ma è evidente che il permesso di sorvolo accordato ai veivoli statunitensi non può che essere passato attraverso un' intesa all'insegna della massima discrezione tra Washington e Damasco. Si tratterebbe di un'alleanza indiretta, ma oggettiva contro il nemico comune: l'Isis.

Obama ha autorizzato i voli nel week end.  Secondo il New York Times, l' Us Central Command che dirige le operazioni americane nel Medio Oriente, ha richiesto ricognizioni supplementari sulla Siria - affidate soprattutto ai droni - per integrare le informazioni raccolte dai satelliti e dai pochi informatori che gli americani hanno ancora sul terreno. Questa attività di sorveglianza non può non essere stata concordata con la Siria.  

Il presidente Usa non vorrebbe cadere nella tela del ragno costruita da Bashar al - Assad, ma non sembra avere molte altre alternative. Il capo del regime di Damasco si è proposto di collaborare con l'America per sconfiggere la minaccia dei miliziani islamici. Un'autoriabilitazione, il tentativo di ritornare in gioco, di dimostrare di essere uno dei perni della stabilià mediorientale dopo che lo stesso Assad era stato indicato dalla Casa Bianca come il nemico da eliminare.

Obama non vuole dare questa chance ad Assad, non vuole essere visto come qualcuno che sta aiutando il governo siriano, ma come dicevamo ora ha una priorità: sconfiggere l'Isis. Così per evitare di cadere nella trappola del regime di Damasco, avrebbe deciso di seguire l'ennesima via tortuosa: bombardare le basi jihadiste sui confini tra Siria e Iraq e non all'interno del territorio siriano.

Servirà a sconfiggere l'Isis? I generali americani insistono nel dire che bisogna colpire le loro roccaforti in territorio siriano. Quindi, bombardare sul confine non sarebbe sufficiente. Per farlo però, gli americani dovrebbero avere il permesso di Bashar al - Assad. Che è disposto a concederlo in cambio del fatto di essere depennato dalla lista dei nemici di Washington. Per ora, Obama non vuole dargli spazio.

Una notizia che giunge dalla Siria potrebbe essere però essere il segnale che i contatti tra Washington e Damasco sono ben più intensi di quanto si sappia. Decine di raid sono stati compiuti oggi dall'aviazione del regime siriano sulle postazioni dello Stato islamico nella provincia nord-orientale di Deyr az Zor. Finora, gli aerei di Assad avevano lasciato in pace i miliziani islamici. Ed era stato questo "disinteresse" alla base della crescita e del rafforzamento dell'Isis. Ora, invece, vengono colpiti. E'perché Assad vuole dimostrare la sua buona volontà agli Stati Uniti o perchè c'è già un'intesa sotterranea?

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