La grande battaglia per liberare Falluja dall'Isis

Le truppe irachene, coperte dall'aviazione americana, sono entrate nella città simbolo dello Stato islamico: il punto della situazione in Iraq e Libia

Alfredo Mantici

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Le forze irachene sono entrate a Falluja sotto la copertura aerea della coalizione internazionale e con il sostegno di blindati e artiglieria pesante. La penetrazione dell'esercito nella città irachena controllata dallo Stato islamico è avvenuta seguendo tre diverse direttive, dopo un assedio durato una settimana e l'apertura di un corridio umanitario che ha consentito a una parte della popolazione di lasciare le abitazioni in vista della battaglia finale. Nei giorni scorsi erano state liberate le zone di Al Buhaua, Al Yamila e Al Hasi, nel sud della città, in un’operazione in cui erano stati uccisi 50 presunti terroristi.

Il dubbio, dal punto di vista militare, non è se la città sarà liberata, ma se le forze irachene, e le fazioni alleate, riusciranno a mantenere nel tempo il controllo della città. Dopo la liberazione di Ramadi, avvenuta nei primi giorni di febbraio, la possibile conquista di Falluja, prima città irachena a cadere nelle mani del Califfato nel 2014, sarebbe un colpo durissimo agli uomini dell'Isis. Le notizie, frammentarie, che giungono da questa città che fu la prima a sollevarsi contro l'occupazione americana in Iraq confermano che gli uomini di Al Baghdadi stanno cercando di vendere cara la pelle opponendo una strenua resistenza.

Anche a Sirte, in Libia, dove il caos ha favorito la penetrazione degli uomini del Califfato, giungono notizie che potrebbero cambiare le sorti della guerra in corso. Le milizie di Misurata, fedeli al governo di unità nazionale del premier Sarraj, hanno annunciato di aver ucciso Khaled Shaib, coordinatore militare dell'Isis in Nord Africa e tra i principali artefici della strage al museo del Bardo a Tunisi. La sua morte era già stata annunciata dal premier tunisino Habib Essid circa un anno fa in un'operazione condotta dalle forze speciali tunisine. Questa volta però il terrorista - ucciso qualche giorno fa a Baghla, nei pressi della città roccaforte dei terroristi -  è stato riconosciuto da più parti, inclusi alcuni prigionieri dell'Isis. 

Le notizie, frammentarie, che giungono da Falluja confermano che gli uomini di Al Baghdadi stanno opponendo una strenua resistenza
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