La Francia in crisi mette all'asta i suoi vini più pregiati

Il sindaco socialista di Dijon costretto a vendere tutta la cantina municipale per raccogliere fondi per i servizi sociali

Due dealer cinesi degustano alcune bottiglie di vino francese (Credits: Epa/Adrian Bradshaw)

Anna Mazzone

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La crisi non guarda in faccio proprio nessuno. E così il sindaco della città di Dijon, in Francia, ha messo all'asta la pregiata cantina di vini in dotazione al municipio per riuscire a sovvenzionare i servizi sociali. Vini preziosi che, però, vista la situazione sono stati praticamente "svenduti" alla metà del loro reale prezzo di mercato.

Un'asta storica , quella di Dijon, che ha visto prendere il volo un'intera collezione di 3.500 bottiglie, datate dagli anni Sessanta. Il vino più "costoso" se lo è aggiudicato un ignoto compratore cinese, che ha pagato 4.800 euro per una bottiglia di Vosne-Romanée Cros Parantoux del 1999. Il misterioso signor Wang Dongmin si è mosso appositamente da Parigi a Dijon per fare sua la preziosa bottiglia, ultimo pezzo presentato all'asta.

Ha atteso pazientemente la fine dell'evento e poi ha calato sul tavolo la sua offerta, aggiudicandosi anche gli applausi degli altri competitors. Hanno partecipato all'asta circa 400 amanti del buon vino, di ogni nazionalità e provenienza. Alcuni erano collegati via skype e telefono.

Il sindaco della città, François Rebsamen (socialista), sorride amaramente. Quella prestigiosa cantina municipale veniva aperta in occasione delle visite di importanti ambasciatori e uomini politici di spicco.

Ma i proventi della vendita, quasi 152.000 euro, serviranno per sostenere i servizi sociali per i cittadini di Dijon. L'unica strada per rispondere al buco nero nelle finanze del Comune e alla crisi che in Francia fa ancora sentire i suoi morsi, era svendere i gioielli di famiglia: quei vini finora gelosamente custoditi nelle buie cantine del sindaco. E lui ha avuto il coraggio di farlo.

Il presidente francese François Hollande nei suoi primi otto mesi di mandato si è distinto per la reputazione da Robin Hood, che alza le tasse ai ricchi per tamponare i problemi finanziari dei più poveri. Ma il Capo dell'Eliseo ha anche chiesto ai Comuni di ridurre notevolmente le spese e di inventarsi qualcosa di efficace per riuscire a sopperire ai tagli necessari messi in campo da Parigi, che ammontano a circa 60 miliardi di euro entro il 2017.

Un progetto ambizioso, che il sindaco di Dijon ha preso in parola e ha cominciato facendo economia proprio nella sua cantina. Chapeau!

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