147 die in an attack on Kenyan university

Garissa, Kenya, 3 aprile 2015 - Assistenza agli studenti sopravvissuti alla strage all'università – Credits: EPA/DANIEL IRUNGU

Redazione

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Live blogging - 5 aprile

12:26 - Uno dei quattro terroristi autori della strage all'università di Garissa, in Kenya, era il figlio di un funzionario del governo. Lo riferisce il ministero dell'Interno. Il terrorista e' stato identificato come Abdirahim Abdullahi, ha comunicato un portavoce. "Il padre aveva denunciato alle forze di sicurezza che suo figlio era scomparso da casa e stava aiutando la polizia a cercarlo".

11:14 - La parrocchia cattolica di Garissa è piena di fedeli, anche se mancano all'appello tanti studenti uccisi dagli islamisti Shabaab nel massacro del vicino college. La messa di Pasqua è dedicata, come in tutte le chiese del Kenya, proprio a loro. Qui però, l'atmosfera è particolare perchè la comunità cristiana di Garissa piange i suoi propri figli ed è cosciente di essere un obiettivo dell'estremismo  islamico.

LEGGI QUI CHI SONO GLI SHEBAB

Venerdì 3 aprile

15,06 - Dopo la strage di Garissa, la Farnesina ha rinnovato l'invito alla "massima prudenza" per chi si reca in Kenya e ha segnalato possibili "seri rischi alla sicurezza" per il terrorismo a Garissa ma anche a Mombasa, Malindi, Ijara, Garsen, Garissa e Wajir. Da evitare anche i quartieri nord-orientali della capitale Nairobi. "Si raccomanda di elevare la soglia di attenzione e di mantenere comportamenti ispirati alla massima prudenza", si legge in un nuovo avviso postato sul sito Viaggiare sicuri. La Farnesina ha richiamato l'invito "a essere vigili e a limitare gli spostamenti, evitando la frequentazione di luoghi di culto, edifici pubblici, eventi sportivi e, nei limiti del possibile, l'utilizzo dei trasporti pubblici". "Per quanto riguarda Nairobi", si legge nell'avviso, "è sconsigliato recarsi nei quartieri a nord est della città (Eastleigh, Pangani, etc.) e, in generale, nei quartieri marginali; relativamente a Mombasa si suggerisce di limitare la presenza al viso, "e' sconsigliato recarsi nei quartieri a nord est della citta' (Eastleigh, Pangani, etc.) e, in generale, nei quartieri marginali; relativamente a Mombasa si suggerisce di limitare la presenza al transito aeroportuale.

14,44 - Gran parte degli studenti morti nell strage al campus universitario di Garissa, in Kenya, sono stati giustiziati dai miliziani Shebaab con un colpo alla nuca. Lo hanno riferito fonti mediche impegnate nel recupero dei cadaveri. Ci sono ancora corpi di studenti "per terra, uccisi con un colpo alla nuca": ha raccontato l'infermiere di un'ambulanza, citato dalla Cnn

12,53 - Il Papa "condanna questo atto di brutalita' senza senso e prega per un cambiamento del cuore di chi lo ha perpetrato". "Profondamente rattristato dalla immensa e tragica perdita di vite", il Papa prega per le vittime e i loro cari. Lo si legge in un telegramma al card. Njue inviato dal card. Parolin a nome di papa Bergoglio.

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Giovedì 2 aprile 2015

ore 20,45 - Le autorità del Kenya hanno annunciato che è terminato l'assedio al campus universitario di Garissa attaccato oggi dagli estremisti somali al Shabaab. Le stesse fonti alla Bbc hanno reso noto che sono stati uccisi tutti e quattro gli assalitori e che in queste ore si stanno portando in salvo tutti gli studenti superstiti. Il bilancio dell'attacco e' di almeno 147 morti.

ore 18,09 - Almeno 70 studenti sono morti e 79 sono rimasti feriti nell'attacco degli qaedisti somali Shebaab all'università di Garissa, nel Kenya nord-occidentale. Lo riferiscono fonti del ministero dell'Interno. Il blitz delle forze di sicurezza volge al termine, quattro gli aggressori uccisi. Almeno 500 dei degli 815 studenti sono stati ritrovati. Per il ministro, benché le operazioni siano ancora in corso, il 90% dell'azione può considerarsi conclusa.

ore 16.51 - Tra le 15 vittime uccise dai qaedisti somali al Shebaab nell'università di Garissa in Kenya alcuni sono stati decapitati, in stile Isis. Lo riferiscono alcuni dei sopravvissuti citati dalla rete all news sudafricana News24. Winnie Njeri, una delle studentesse riuscite a scappare, ha dichiarato di aver "visto corpi senza teste" quando è stata tratta in salva delle truppe di Nairobi.

ore 16.36 - Un testimone dell'assalto al campus in Kenya ha riferito di aver visto cinque uomini armati. Michael Bwana, studente 20enne riuscito a fuggire, ha detto che "la maggior parte delle persone ancora là dentro sono ragazze", riferendosi al dormitorio dove i terroristi terrebbero in ostaggio un numero imprecisato di ragazzi. In precedenza, il governo aveva detto che 535 studenti mancano all'appello. Secondo altri testimoni citati dalla Bbc, i terroristi sono entrati nel campus sparando alla cieca.

16.00 - La polizia del Kenya ha offerto una taglia di 220mila dollari per Mohammed Mohamud, conosciuto anche come Dulyadin e Gamadhere, che è ritenuto la mente dell'attacco degli al Shabaab al campus universitario

15.30 - È di almeno 17 morti e oltre 50 feriti il bilancio dell'attacco avvenuto questa mattina all'alba in un campus universitario di Garissa, nell'est del Kenya, da parte degli Shebab somal. La polizia e i soldati hanno circondato l'edificio, ma l'attacco è ancora in corso. I miliziani avrebbero liberato solo gli studenti di religione musulmana, tenendo i cristiani in ostaggio.

Secondo le forze dell'ordine il commando si sarebbe fatto strada forzando il blocco all'ingresso dell'Università e uccidendo due guardie. Per diverse ore, secondo i media keniani e la Croce Rossa, sono risuonate esplosioni e colpi di arma da fuoco. Le autorità hanno organizzato un ponte aereo per trasportare i feriti più gravi a Nairobi. Il Kenya è stato teatro di diversi attentati terroristici portati a termine dagli estremisti islamici somali Shabaab, il più sanguinoso nel 2013 in un centro commerciale di Nairobi. Una cinquantina di studenti sono già stati liberati. 

Garissa è una delle città più sicure di tutto il Kenya, ma le regioni nordorientali del Paese, al confine con la Somalia, sono da mesi nel mirino degli Shebab, i miliziani islamisti collegati ad Al Qaeda che hanno la loro sede operativa in Somalia e fanno spesso frequenti incursioni terroristiche oltre confine. Secondo la polizia sono oltre 300 le vittime degli Shebab dal 2012 al 2014, cui debbono aggiungersene altre trentotto uccise nei primi mesi del 2015.
  

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