Jackson Hole, un pezzo d'America in Cina

A circa 150 chilometri da Beijing è nata una città sul modello dell'american way of life: già raddoppiati i costi degli immobili 

Valentina Martelli

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Annie Liu ed il marito Lu Jun escono di casa, una villetta con tre camere da letto, acquistata per poco meno di 300 mila dollari. Respirano a fondo l’aria pulita, osservando le montagne, si assicurano di aver chiuso bene la porta a chiave e salgono in auto.  Assieme affrontano i novanta minuti di strada che separano Jackson Hole - dove trascorrono i fine settimana tra giardinaggio e barbecue - dalla città - dove lavorano dal lunedì al venerdì.  Ma questa scenetta tipicamente americana, si svolge in realtà, a migliaia di miglia dagli Stati Uniti.

La Jackson Hole di Annie Liu e Lu Jun, infatti, non si trova in Wyoming, ma in Cina, a circa 150 chilometri da Beijing. La comunità di mille famiglie (la Jackson Hole cinese è mediamente più… affollata della “gemella” americana), è puntellata da villette in stile “rustic lodge”, che in pochissimo tempo hanno attirato professionisti benestanti, desiderosi di allontanarsi dallo smog della capitale. Annie Lu e Lu Jun infilano la route 66 e salutano una guardia giurata in completo da cowboy, impegnata, a sorvegliare la sbarra che delimita l’ingresso al sogno americano.

 

Che i cinesi abbiano una vera e propria infatuazione per tutto quello che è America, è risaputo. Alcuni, “più fortunati”, hanno studiato negli Stati Uniti riportandosi indietro il costante desiderio di libertà e la sensazione di infinite possibilità che questa nazione, nonostante tutto, continua ad offrire.  Un punto fondamentale nella strategia di marketing messa a punto da Liu Xiangyang, il costruttore che, assieme ad un designer statunitense, ha creato Jackson Hole.

 

Una trovata geniale ma non senza precedenti. Era il 4 luglio1905 quando Abbott Kinney industriale del tabacco e rampollo di una famiglia politicamente influente, inaugurava, in California, Venice Beach, sogno residenziale sul Pacifico ispirato a Venezia. Progettato per essere la copia della citta lagunare, la Venice of America offriva abitazioni sui canali, gondole e gondolieri. L’idea però fallì anche a causa di maree e correnti che resero malsani i corsi d’acqua, gran parte dei quali fu, in seguito, interrata. Oggi, Venice Beach, dopo essere stata per anni il simbolo della vita bohemian, delle palestre all’aperto, dei roller blade e (nell’immaginario generale) della vita californiana, è purtroppo punto di “ritrovo” di senza tetto e sbandati, nonostante i tentativi di alcuni politici, di cambiarne il corso.

 

Le cose sembrano andare decisamente meglio per Jackson Hole e per il suo ideatore, che lanciato il progetto circa un decennio fa, ha visto raddoppiare negli ultimi anni, il valore degli immobili.  Tutti venduti. Tanto che si prepara alla prossima avventura immobiliare. Costruire duemila case in un terreno grande quanto 13 mila campi da football americano. Lo stile al quale si ispira stavolta?! Mendoncino, città sulla costa nord californiana, con tanto di vigneti da far invidia alla Napa Valley.

 

Annie Lu e Lu Jun, entrambi avvocati, entrambi con un passato negli US, di case a Jackosn Hole ne hanno acquistate due. Entrando in quella che hanno deciso di tenere per trascorrervi i fine settimana, si viene accolti da un enorme quadro: la dichiarazione d’indipendenza americana.

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