Esteri

Ivanka Trump: "Non sarò io a far cambiare mio padre Donald"

Ritenuta il consigliere più affidabile del presidente, la figlia del tycoon minimizza la sua influenza nelle decisioni paterne. "Non lo trasformerò in un liberale"

padri e figlie

Simona Santoni

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Ivanka Trump ha così tanto appeal su suo padre Donald da poter trasformarlo in un presidente più liberale? No. La "first daughter" tra le più potenti della storia statunitense minimizza la sua influenza sul numero uno degli States, in una recente intevista al Financial Times.

"Alcune persone hanno creato aspettative irrealistiche su di me", ha detto la figlia di Donald Trump. "Si aspettavano che la mia presenza avesse così peso su mio padre che avrebbe abbandonato i suoi valori fondamentali e l'ordine del giorno che il popolo americano ha votato quando lo hanno eletto. Non succederà. Per quei critici, che quasi credono che possa trasformare mio padre in un liberale, sarei un fallimento".

Ivanka e suo marito Jared Kushner, anch'egli molto stimato da Trump padre, sono considerati alla sinistra del presidente. Ed è noto che Donald tenga in grande considerazione i pareri della famiglia e degli amici stretti.
Il giornalista premio Pulitzer Michael D'Antonio ha suggerito che Ivanka sia il consigliere più affidabile del presidente

 

Dopo i disordini di Charlottesville e la prima reazione distaccata (e criticata) del presidente Trump, sono stati proprio Ivanka e suo marito a suggerire al tycoon di correggere il tiro: arrivò quindi la rigida condanna contro il razzismo e i suprematisti bianchi. Questo prima che l'istrionico Donald cambiasse di nuovo versione, ampliando lo spettro delle colpe anche agli estremisti di sinistra. 

Le ipotesi iniziali fatte da molti, che Ivanka abbia il grande dono di controllare suo padre, o che sia a un punto di rottura e possa prendere le distanze dalla presidenza partena, sembrano dissolversi. 

"Esternare il dissenso in pubblico significherebbe non fare parte della squadra". Ivanka Trump

Pur non approvando sempre le scelte del genitore, Ivanka espone il suo dissenso solo privatamente, mantenendosi perno leale su cui la Donald pone la sua fiducia. 

"Esternare il dissenso in pubblico significherebbe non fare parte della squadra", spiega Ivanka. "Quando fai parte di una squadra, fai parte di una squadra. Questo non significa che tutti alla Casa Bianca abbiano opinioni omogenee - non è così e credo che sia buono e sano - ma non significa che stiamo pubblicamente indebolendo questa amministrazione".

Dai bombardamenti in Siria all'abbandono di un possibile ordine esecutivo per revocare i diritti dei gay, sembra che alcune decisioni di Trump siano state influenzate da Ivanka.
Non sempre, però, il faro della ragione dell'erede illumina il lunatico padre. Come quando il presidente scelse di uscire dall'accordo climatico di Parigi. In quell'occasione Ivanka organizzò cinque settimane di incontri per convincere il padre a non ritirarsi. Il suo sforzo fu vano.

La "prima figlia" riconosce, parlando al Financial Times, di rivestire una posizione di grande privilegio e di avere una grande opportunità, quale consigliera del 45º Presidente degli Stati Uniti d'America. Ma non vuole addossarsi meriti o colpe che non ha: il suo ruolo alla Casa Bianca è quello di fornire al presidente consigli e ricerche per sostenere le sue posizioni su determinate questioni. "Penso che sia un beneficio per il presidente sentire la posizione su un dato problema sia da persone che sono d'accordo sia da persone che non sono d'accordo con lui", dice Ivanka. "Poi, alla fine, il presidente prende la propria decisione". 


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