Esteri

Israele, l'odio dell'estremismo ebraico contro il presidente Rivlin

Insulti e minacce sul web. Uomo del Likud, viene considerato un "traditore". La figlia di Rabin: "Sono sconvolta. Attenzione, le parole possono uccidere".

Rivlin

Redazione

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Le espressioni di odio lanciate in questi giorni verso il Capo dello Stato israeliano Reuven Rivlin hanno sconvolto "fino alle lacrime" Dalia Rabin, la figlia  di Yitzhak Rabin, il premier laburista assassinato da un fanatico della destra israeliana 20 anni fa.

"Nulla è cambiato. Vedere sul web l'immagine di Rivlin con una kefiah araba - ha detto Rabin alla radio militare - mi ha rivoltato lo stomaco".
Su internet Rivlin appare anche con una divisa delle Ss. "Attenzione: le parole possono uccidere", ha avvertito Dalia Rabin.

Rivlin ha ricevuto minacce di morte dopo aver pubblicato su Facebook - in ebraico e in arabo - un testo in cui denunciava "debolezze" nella lotta delle autorità contro il terrorismo ebraico e condannava con grande determinazione l'uccisione del bimbo palestinese Ali Dawabseh. 
Rivlin ha anche fatto sentire, forte, la sua voce dopo l'attacco di un fanatico al Gay Pride di Gerusalemme, nel quale è stata uccisa una ragazza di 16 anni, Shira Banki.

Subito dopo sulla sua pagina Facebook sono apparsi - accanto a numerose espressioni di congratulazione - insulti e anche esplicite minacce di morte.

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Il presidente israeliano Reuven Rivlin durante un comizio a Gerusalemme a una manifestazione contro l'omofobia, 1 agosto 2015 – Credits: (Photo by Lior Mizrahi/Getty Images)

Su altri siti sono state diffuse una serie di immagini lesive del presidente. Una di queste, intitolata "Rivlin presidente degli arabi", lo mostra con una kefiah palestinese.

In un'altra compare come un gerarca nazista che si esprime in tedesco. I servizi segreti hanno rafforzato la sua protezione. La polizia, da parte sua, ha avviato un'inchiesta per rintracciare gli autori dei fotomontaggi.

Contro "i due Stati"
Rivlin non può certo essere definito uomo di sinistra.
Membro del Likud, ha sempre seguito la linea del partito. Giunto però alla presidenza del paese, nel giugno del 2014, ha mostrato immediatamente tutta la sua sensibilità per la difesa dello stato di diritto e la sua moderazione politica nel confronto con i palestinesi.
Non ha mai nascosto, tuttavia, la sua forte opposizione all'idea di uno Stato palestinese. Sembra invece più vicino all'idea di una grande Israele nel quale tutti possano esercitare gli stessi diritti. È un fiero oppositore di ogni radicalismo tribalista, del nazionalismo estremo e della violenza politica.

Rivlin ha dimostrato in questi mesi di essere assai più consapevole di Netanyahu delle possibili conseguenze su parte della società israeliana della retorica incendiaria e aggressiva del governo, del continuo rimestare nelle paure della società israeliana e nel senso di accerchiamento vissuto dai coloni della West Bank.

cfr: The New Yorker:
"The One-State Reality
Israel’s conservative President speaks up for civility, and pays a price"

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