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Israele, Netanyahu: "Pugno di ferro nei confronti di chi istiga"

L'opposizione chiede le dimissioni del premier, mentre restano alte le tensioni in Cisgiordania dopo gli scontri di ieri

Benjamin Netanyahu

Redazione

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"Netanyahu e il suo governo hanno fallito miserevolmente sulla situazione di sicurezza. Dovrebbe dimettersi". Lo ha detto il capo dell'opposizione israeliana, il laburista Isaac Herzog secondo cui le decisioni del premier "sono stantìe e non contengono nulla se non la preservazione dell'attuale situazione".

La dichiarazione di Herzog è una replica a quanto Netanyahu ha dichiarato in un'intervista al sito Ynet, dicendo di "sostenere ogni passo" necessario a sconfiggere il terrorismo e di "essere per misure forti". "Il problema è che qui non c'è orizzonte che possa cambiare la situazione" ha poi aggiunto, sottolineando la necessità di "passaggi" importanti come un incontro con il Re di Giordania, il presidente egiziano e quello palestinese.

Il botta e risposta arriva all'indomani dello stato di allarme scattato dopo gli scontri con l'esercito israeliano che hanno fatto due vittime palestinesi, uno di 18 anni a Tulkarem, nel nord dei Territori, l'altro di 12 a Betlemme, nei pressi del campo profughi di Aida. Un fatto, quest'ultimo, che l'Autorità nazionale palestinese (Anp) intende portare nei Tribunali internazionali addossando l'uccisione ad opera "di un cecchino" dell'esercito di Israele.

Terza Intifada o percorso di pace

Tale realtà sul campo, secondo alcuni analisti, sembra preludere a una terza Intifada. A giudizio di altri, invece, entrambe le parti non appaiono intenzionate a un'escalation quanto piuttosto ad un contenimento degli eventi. Anche se il premier Benyamin Netanyahu - che in serata ha tenuto il Consiglio di difesa - ha ribadito "il pugno duro nei confronti del terrorismo e di chi istiga". Tuttavia Times of Israel - che cita una fonte dell'Anp - ha rivelato che nelle ultime 24 ore Israele e Anp sono state in contatto nel tentativo di frenare l'ondata di tensione.

Se nel resto di Gerusalemme, soprattutto a est, ci sono stati tafferugli e lancio di pietre, in Città Vecchia - dove in serata sono finite le celebrazioni di Sukkot e Simchà Torà - la situazione è stata di calma e le restrizioni per l'accesso dovrebbero essere tolte in mattinata con la scadenza delle 48 ore decretate dopo l'uccisione dei due rabbini da parte di un palestinese.

La tolleranza zero di Israele

Le misure annunciate per ora da Netanyahu sono quelle già note: maggiori truppe in Cisgiordania, più demolizioni delle case dei terroristi, arresti preventivi e uso maggiore di provvedimenti nei confronti "di chi istiga".

Per alcuni esponenti della destra per riportare la calma Israele dovrebbe ripetere l'operazione "Scudo difensivo", la vasta azione militare condotta in Cisgiordania nel 2002 durante la Seconda Intifada.

Intanto l'esercito ha annunciato di aver arrestato cinque palestinesi, una cellula legata da Hamas, ritenuta responsabile dell'omicidio dei coniugi israeliani Henkin in Cisgiordania lo scorso primo ottobre.

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