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È invasione di profughi sulla piccola isola di Lesbo, in Grecia.

Nuove navi e ulteriore personale sono arrivate, su richiesta del governo di Atene e dell'Unhcr, per gestire la situazione sempre più critica dell'isola dove si trovano circa 25.000 migranti: lo riporta la Bbc online.

Nel solo capoluogo Mitilene, se ne trovano tra i 15.000 e i 17.000, in pratica un quinto della popolazione stabile dell'isola nell'Egeo orientale di 85.000 anime: lo ha riferito il ministro per le Politiche dell'Immigrazione, Iannis Mouzalas, che ha parlato di situazione "sul punto di esplodere" dopo i disordini degli ultimi giorni.

"E si tratta solo delle cifre ufficiali", ha aggiunto Mouzalas, lasciando intendere che i numeri effettivi potrebbero essere addirittura superiori. "Lesbo è ormai diventata una delle prime tappe del periplo europeo per decine di migliaia di rifugianti e migranti, e la situazione rischia di esplodere", ha ribadito.

Per tentare di alleggerire la pressione sull'isola, sarà creato un secondo punto di raccolta attivo 24 ore su 24 per i prossimi 5 giorni dal quale salperanno le navi dirette alla terraferma greca, nel villaggio di pescatori di Sygri. "Speriamo che nei prossimi cinque giorni tutti, abitanti e rifugiati, assisteranno a un miglioramento delle condizioni globali", ha concluso il ministro, intervistato dall'emittente radiofonica To Vima.

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