Redazione

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29 giugno

9:39 - Il saudita arrestato per l'attentato è Abdul Muhsen Al Qabaa -  Lo Stato islamico ha diffuso un messaggio audio in cui rivendica l'attentato avvenuto lo scorso 26 giugno in una moschea sciita di Kuwait City, che ha fatto 27 morti e 277 feriti.
Nel messaggio i terroristi recitano versetti del Corano che inneggiano alla Jihad e accusano gli sciiti di eresia, promettendo di vendicarsi per l'offesa fatta all'Islam.
Le autorita' del Kuwait hanno identificato ieri il kamikaze responsabile dell'attentato: il ministero dell'Interno dell'emirato ha reso noto che si tratta di un cittadino dall'Arabia Saudita di nome Fahd Suliman Abdul-Muhsen al-Qabaa.

L'uomo era sbarcato nell'aeroporto di Kuwait City poche ore prima di recarsi nella moschea sciita e innescare la cintura esplosiva. Nel corso delle indagini sull'attentato, la polizia del Kuwait ha arrestato un uomo accusato di aver trasportato in auto l'attentatore. In manette sono finiti anche il proprietario dell'appartamento usato come covo per preparare l'attentato e un cittadino del Kuwait definito "estremista e ideologicamente deviato". Le autorita' "continueranno gli sforzi per identificare tutte le persone coinvolte in questo atto criminale e far luce su tutte le informazioni e le circostanze collegate", ha riferito il ministero dell'Interno in una nota.
Secondo quanto riporta la stampa locale, 18 delle vittime erano cittadini del Kuwait, tre iraniani, due indiani, un pachistano, un saudita e un residente illegale 


Il punto - Un attentato di un kamikaze in una moschea sciita in Kuwait è costata la vita ad almeno 27 persone e ha causato il ferimento di altre 227.  L'azione terroristica è stata rivendicata dallo Stato islamico Isis. Si tratta del primo attentato sferrato da questi integralisti islamici in un Emirato del Golfo.

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27 giugno

8:00- Raffica di arresti in Kuwait, dopo l'attentato. Secondo quanto riferito da una fonte della sicurezza locale, "sono stati eseguiti numerosi arresti di persone sospettate di avere legami con l'attentatore suicida". Secondo il quotidiano locale al-Qabas, tre persone sono state arrestate con l'accusa di aver partecipato all'organizzazione dell'attentato.

7:30 - È di 27 morti e 227 feriti il nuovo bilancio ufficiale, reso noto dal ministero dell'Interno kuwaitiano dell'attentato nella moschea sciita al Imam al Sadiq a Kuwait City.

Gli sciiti, che coprono circa un terzo della popolazione di 1,3 milioni di abitanti del Kuwait, sono considerati infedeli dai sunniti dell'Isis. Testimoni oculari hanno raccontato che l'attentatore è entrato nella moschea quando era in corso la preghiera del venerdì di fine mattinata.

Le milizie di Isis hanno compiuto nelle scorse settimane attacchi contro moschee sciite in Yemen e Arabia Saudita e anche in Iraq organizzano regolarmente azioni terroristiche contro i pellegrini, le moscheee e i quartieri degli sciiti.

26 giugno

Ore 16.44 - Gli jihadisti hanno identificato l'attentatore con il nome di Abu Suleiman al-Muwahed. Il bilancio ufficiale è ora di 25 morti e 202 feriti, ed è stato reso noto dal ministero dell'Interno kuwaitiano.

L'attacco avvenuto durante la preghiera del venerdì e' stato rivendicato dall'Isis.
Secondo quanto riferiscono testimoni oculari all'inviato dell'emittente televisiva panaraba al Jazeera, un uomo e' entrato nella moschea con indosso una cintura esplosiva e si e' fatto saltare in aria al grido di "Allah è grande".

Ore 15.15 - Sono circa 13 le vittime dell'attacco kamikaze contro la moschea sciita di al Imam al Sadiq avvenuto a Kuwait City. Una cinquantina i feriti.

Lo ha rivelato il governatore della città Thabet al-Muhanna.

Il conteggio delle vittime potrebbe aggravarsi dato che la moschea era gremita di fedeli in preghiera nel secondo venerdì di Ramadan.

Lo Stato islamico ha rivendicato l'attentato, con un post sui social network, dichiarando di aver colpito un "tempio dei negazionisti", termine utilizzato per definire i musulmani sciiti, considerati eretici.

Un membro del parlamento del Kuwait, Khalil al-Salih, ha raccontato che i fedeli erano inginocchiati in preghiera, quando un attentatore suicida è entrato nella moschea e si è fatto esplodere, distruggendo le pareti e il soffitto dell'edificio 

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