Redazione

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Nel quarto giorno del Ramadan, due nuovi attacchi hanno portato morte e distruzione a Baghdad, in Iraq. Un bilancio provvisorio delle vittime delle due esplosioni parla dei almeno 31 morti e oltre 80 feriti.

Autobomba davanti a una gelateria
Il primo attentato è avvenuto poco dopo la mezzanotte del 29 maggio nel quartiere centrale di Karrada, un'area della capitale molto frequentata durante le notti del mese più sacro per i musulmani. 

Secondo i resoconti di fonti ospedaliere e di polizia, la deflagrazione azionata a distanza di un'automobile imbottita di esplosivo ha colpito decine di persone che, dopo l'interruzione del digiuno osservato nelle ore diurne, facevano la fila fuori dalla nota gelateria Al Faqma. Si parla di 17 morti e circa 40 feriti. 

Secondo attacco vicino al ponte al Shuhada
Anche nel secondo attacco, avvenuto poco dopo le 9.00 (ora locale) del 30 maggio, un'autobomba è saltata in aria nella zona di Shawaka, non lontano dal ponte al Shuhada sul fiume Tigri, uno dei principali della città. Secondo fonti della sicurezza irachena, l'esplosione è avvenuta davanti alla direzione del servizio pensionistico statale. 

Secondo il Ministero dell'interno, almeno 14 persone sono state uccise e altre 40 sono rimaste ferite, tra cui 3 poliziotti. Tra le vittime ci sono anche dei bambini. L'esplosione ha distrutto anche diverse vetture e causato danni a molti negozi e edifici vicini.

La firma dell'Isis
Se il primo dei due attentati è stato rivendicato dai miliziani del sedicente Stato islamico, il secondo ancora non ha una firma, ma è anch'esso potenzialmente attribuibile all'Isis, che in passato ha rivendicato numerosi attentanti simili, come quello del camion bomba esploso durante il Ramadan del 2016uccidendo oltre 240  persone. 

I miliziani dell'autoproclamato Califfato sembrano infatti determinati a moltiplicare gli attacchi contro la capitale dell'Iraq mentre a Mosul perdono continuamente terreno davanti all'offensiva delle forze governative. 

Secondo fonti militari, sono infatti poche centinaia i jihadisti rimasti asserragliati nel cuore della loro ormai ex roccaforte irachena, sulla sponda occidentale del fiume Tigri, pur continuando a opporre una strenua resistenza, mentre migliaia di civili rimangono intrappolati nell'area. 

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