Un ragazzo afgano
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Iran: i bambini soldato afgani reclutati per combattere in Siria

Molti i ragazzini mandati al fronte dai Pasdaran iraniani. La ricompensa? Il permesso di soggiorno

Ragazzini di 14 anni mandati a combattere sul fronte siriano dai Pasdaran iraniani. È la denuncia di Human Rights Watch che in un suo rapporto ha analizzato il ruolo dei minori nelle milizie sciite. I ragazzini afghani reclutati nella comunità immigrata in Iran hanno combattuto nella divisione Fatemiyoun, formata solo da afghani e inviata in appoggio alle forze governative. La divisione ha circa 14.000 combattenti, ma molti sarebbero di età inferiore ai 15 anni, un crimine di guerra secondo il diritto internazionale.

I piccoli afghani "difensori del santuario"

I ricercatori di Human Rights Watch hanno esaminato alcune fotografie di lapidi nei cimiteri iraniani dove le autorità hanno sepolto i combattenti uccisi in Siria e hanno identificato otto bambini afgani che hanno combattuto e sono morti in Siria. Cinque di loro, uno appena di 14 anni, sono sepolti nella sezione dei Martiri del cimitero Behesht-e-Zahra di Teheran. 

La Ong è riuscita a documentare altri tre casi di ragazzini, due di 17 anni e un altro di 15, sepolti rispettivamente nelle province di Alborz, Teheran e Isfahan. In sette degli otto casi le lapidi descrivevano il ragazzo afgano come "difensore del santuario", l'eufemismo che il governo iraniano usa per descrivere i combattenti inviati alla Siria.

Isa Rahimi, il padre del soldato afgano ucciso Hassan Rahimi, nel novembre del 2016 ha dichiarato a Quran News Agency che sulla tomba di suo figlio è indicato l’anno di nascita 1995, mentre in realtà è il 1999. Il bambino ha mentito sulla sua età in modo da unirsi più facilmente alle forze in Siria. Non gli hanno chiesto nessun certificato di nascita, e così è passato.

I reclutatori dei bambini soldato

L'Iran è la patria di molti afghani, arrivati per lavorare o come rifugiati che fuggono dal conflitto nel loro paese. Il ministero dell'Interno iraniano ha stimato che nel 2015 2.5 milioni di afghani vivevano in Iran, ma molti non possiedono i permessi di residenza.

In Iran il processo di ottenimento dello status giuridico è lungo e difficile per gli immigrati, e senza di esso la vita è impegnativa. In cambio del permesso di soggiorno spesso gli afghani decidono di arruolarsi. Tara Sepehri Far, ricercatrice di Human Rights Watch che si è occupata del rapporto, ha raccontato di aver parlato con un individuo che ha combattuto nella divisione Fatemiyoun e ha raccontato di aver ricevuto un permesso di residenza al ritorno dalla guerra. Ha spiegato che è stato avvicinato prima da un reclutatore, quando è andato nell’ufficio del Ministero dell’Interno per ottenere il permesso. E così ha deciso di arruolarsi.

La complicità del governo iraniano

Il governo iraniano non fa abbastanza per impedire il reclutamento di minori. Anzi ha proposto di offrire incentivi per ottenere la cittadinanza per le famiglie di combattenti stranieri che muoiono, sono feriti o sono catturati durante le "missioni militari”. Questi incentivi senza sufficienti protezioni potrebbero aumentare il rischio di reclutamento dei minori, ha sottolineato il Comitato esecutivo dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati.

Cosa dice il diritto internazionale 

Secondo lo Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale, "l'assunzione di bambini sotto i 15 anni in forze armate nazionali o l'utilizzo di essi per partecipare attivamente alle ostilità" è un crimine di guerra. L'Iran non è parte allo Statuto di Roma, ma è vincolato da un diritto internazionale consuetudinario che prevede anche che il reclutamento di bambini sotto i 15 anni è un crimine di guerra.

Il protocollo facoltativo alla Convenzione sui diritti del fanciullo sul coinvolgimento dei bambini in conflitto armato, entrato in vigore il 12 febbraio 2002, prevede che 18 sia l'età minima per la partecipazione a una guerra. L'Iran ha firmato il protocollo facoltativo, ma il parlamento deve ancora votare sulla sua ratifica.

L'Iran dovrebbe migliorare le protezioni per i piccoli afghani, non lasciandoli alla mercé di agenti di reclutamento senza scrupoli, secondo Sarah Leah Whitson, direttore per il Medio Oriente di Human Rights Watch. Inoltre l'Iran dovrebbe ratificare immediatamente il protocollo facoltativo. Ogni guerra ha una storia di violazioni dei diritti umani e di crimini di guerra, commessi da tutte le parti in conflitto, e diversi sono i rapporti diffusi che documentano che bambini soldato combattono in diverse milizie e in tutte le guerre.


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