Io innocente, finito nella kill list dei droni americani

I suoi amici più stretti lo evitano. Lui, un cittadino pachistano, vive sotto gli alberi. Ora è a Londra per spiegare che non è un terrorista

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Un'iniziativa realizzata da un gruppo di artisti del Waziristan per protestare contro le vittime innocenti dei droni killer

Come si vive sapendo di essere il bersaglio di un drone americano? Che cosa significa sapere di essere nel mirino di uno quegli aerei telecomandati che vengono manovrati da migliaia di chilometri di distanza grazie solo alle coordonate GPS?

Cerca di spiegarlo, sull'IndipendentMalik Jalal, un cittadino del Waziristan, nel Pakistan del nord, che è finito sulla kill list dei droni statunitensi per qualche misteriosa e accidentale ragione politica tutta interna al Pakistan, uno dei Paesi più militarizzati del mondo, nonché alleato chiave degli Stati Uniti.

Come si guida un drone
Giudicate voi se sono il tipo di persona che volete uccidere. Fatemi tutte le domande che volete ma giudicatemi senza pregiudizi e, vi prego, smettete di terrorizzare mia moglie e miei bambini. E soprattutto toglietemi da quella black list Malik Jalal


Forse il problema di Maliki, che è costretto da anni a vivere sotto gli alberi e sempre lontano da casa per non mettere a repentaglio la vita della sua famiglia, è che è stato con altri capo villaggio un membro di una Organizzazione non governativa, North Waziristan Peace Committee (NWPC), che cerca di scongiurare nuove esplosioni di violenza tra i talebani pakistani, molto forti nel suo villaggio, e le autorità di Islamabad.

O forse Malik Jalal, che ora si trova a Londra perché - racconta nella lettera - «ho deciso che se gli occidentali vogliono uccidermi senza disturbarsi di fare una chiacchierata prima con me forse dovrei essere io a parlare con loro per primo», è semplicemente un uomo sfortunato. Un signore, anche piuttosto benestante, che ha avuto la sventura di nascere in una delle aree più turbolente del pianeta e che ora nemmeno i suoi amici più stretti vogliono più frequentare, avendo saputo che è finito nella black list. Maliki, lo sanno tutti, è sfuggito già a cinque tentativi eliminazione dal cielo. 

«Giudicate voi - avverte Malik nella lettera sull'Indipendent spiegando le ragioni che lo hanno spinto a scrivere al quotidiano britannico - se sono il tipo di persona che volete uccidere. Fatemi tutte le domande che volete ma giudicatemi senza pregiudizi e, vi prego, smettete di terrorizzare mia moglie e miei bambini. E soprattutto toglietemi da quella black list».

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