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Il Congresso Usa boccia 4 proposte per limitare la vendita di armi

Nessuna di esse ha raggiunto la soglia dei 60 voti necessari a proseguire il loro iter

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Redazione

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L'amore degli Stati Uniti per le armi, nonostante la lunga serie ininterrotta di stragi, impedisce che siano approvate nuove regole più severe per la loro vendita. Nonostante l'ultima - solo per ora - sparatoria di massa a Orlando continua come se nulla fosse successo il dialogo tra sordi al Congresso.

Il tutto per la gioia della potente lobby delle armi, la National Riffle Association (Nra), che sostiene economicamente e in modo assolutamente bipartisan le campagne di molti politici.

Il Senato ha infatti bocciato 4 misure, due presentate dai Repubblicani (maggioranza al Congresso) e due dai Democratici che, simili ma con accenti diversi, prevedevano un giro di vite nelle procedure per comperare un'arma in America.

Tutta colpa del Secondo Emendamento

Le due proposte democratiche prevedevano di impedire di acquistare armi agli americani inseriti nelle liste dei sospetti dell'Fbi o sull'elenco di quanti non sono autorizzati a salire su un aereo. Le proposte di legge prevedevano anche controlli più severi sui precedenti criminali e mentali per quanti acquistano armi alle tradizionali fiere delle armi (diffusissime negli Usa e dove non esistono verifiche) e su internet.

I Repubblicani si sono opposti a queste misure in nome dell'anacronistico II emendamento della Costituzione (approvato nel 1791 quando i giovani Usa non avevano un esercito proprio e costituirono milizie cittadine per difendere il Paese dall'eventuale tentativo della Gran Bretagna di riconquistare le ex colonie perse nel 1766) che garantisce il diritto a "possedere armi".

A loro volta i rappresentanti del Grand Old Party (Gop) avevano proposto di instaurare un periodo di attesa di 72 ore tra l'acquisto dell'arma e la sua consegna effettiva, sempre per quanti sono sulle liste dei sospetti dell'Fbi, per consentire ai federali di ottenere da un giudice un ordine per impedire la vendita nel caso di rischi comprovati. La seconda proposta repubblicana puntava a migliorare il sistema di controllo dei precedenti.

I democratici, come i colleghi del Gop, hanno bocciato queste proposte. Il tutto facendo finta di provare a ridurre il numero di armi negli Usa (ce ne sono 357 milioni su 318 milioni di abitanti) ma in realtà con la garanzia che "gattorpadescamente" nulla cambi per la gioia della Nra malgrado i continui, quanto inconcludenti appelli, del presidente Barack Obama.

Nessuna delle 4 proposte ha raggiunto la soglia dei 60 voti necessari per consentire che le proproste di legge proseguano il loro iter.

Una sequenza di massacri

Il Senato aveva votato - sempre senza raggiungere la maggioranza necessaria - misure simili dopo il massacro, che commosse il mondo, del 14 dicembre 2012 alla scuola elementare Sandy Hook di Netwown in Connecticut dove il ventenne Adam Lamza, armato sempre con un fucile d'assalto AR-15 - l'arma preferita dagli stragisti - massacrò 20 bambini e sei adulti, inclusa la madre.

Cinque mesi prima un folle James Holmes sempre con un AR-15 massacrò 12 persone e ne ferì 58 nella notte tra il 19 ed il 20 luglio gli spettatori al cinema di Aurora in Colorado. Il Senato fece finta di fare qualcosa dopo la più recente strage di San Bernardino in California (2 dicembre 2015) quando sempre con un AR-15 una coppia massacrò 14 colleghi.

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