Il boom della produzione di oppio in Afghanistan

Nel 2016 aumento del 43% rispetto al 2015: il ruolo chiave dei talebani. I risultati choc dell’ultimo rapporto delle Nazioni Unite

I campi di oppio in Birmania

– Credits: EPA/NYEIN CHAN NAING

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Nel 2016 la produzione di oppio in Afghanistan è aumentata del 43% rispetto allo scorso anno. Lo dicono i dati pubblicati nell’ultimo rapporto presentato il 23 ottobre dall’UNODC, l’Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine. Nell’anno in corso sono state prodotte oltre 48.000 tonnellate di oppio, rispetto alle 3.300 del 2015. Gli ettari coltivati sono passati invece a 201.000, il 10% in più rispetto ai 183.000 del 2015.

 

Oppio_Afghanistan

 

La crescita della produzione della pianta è dovuta anche a una maggiore resa dei terreni coltivati. Nelle regioni occidentali e meridionali, dove si concentra l’84 per cento della produzione totale, il rendimento di ogni ettaro è infatti aumentato da 16 a 22 chilogrammi per ettaro, registrando un incremento del 46%.

 

Afghanistan_oppio

 

Tra le province afghane il primato spetta a quella di Helmand, dove si trova il 40% delle terre dedicate alla coltivazione del papavero.

 

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Dall’aumento delle coltivazioni emergono i fallimenti dei tentativi di eradicazione di questa coltura, impediti sistematicamente dalle milizie talebane che continuano a fare dell’oppio la loro principale fonte di guadagno controllando la totalità dei traffici che partono dalla regione dell’AF-PAK diretti ai mercati occidentali, asiatici e del Golfo.

La sintesi del report Onu

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