Esteri

Idomeni: appello Unicef per i profughi, e la Grecia fissa un limite

13-15 mila migranti ammassati al confine con la Macedonia, 34 mila tra continente e isole: "Possiamo arrivare a 70 mila, non di più"

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Redazione

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13 mila profughi secondo i media greci, 15 mila secondo altre stime. In ogni caso tanti, e tutti ammassati nei pressi del villaggio di Idomeni, al confine tra la Grecia e l'ex repubblica jugoslava di Macedonia. Molti di loro stanno aspettando di passare il confine da due settimane e la maggior parte ha trovato riparo nelle ormai affollatissime tende donate da diverse ong e agenzie umanitarie, anche se numerose persone passano la notte sotto il tendone innalzato accanto al cancello del confine, che nei giorni scorsi si è aperto con il contagocce e ora rimane inesorabilmente chiuso.

La proposta-provocazione dell'Unicef
Una situazione drammatica che muove l'Unicef a lanciare un appello affinché si trovi presto una soluzione: "Idomeni sprofonda nel fango. Lo stesso rischio che corre l'Europa. Migliaia di bambini e bambine, ci raccontano le cronache, vivono da giorni a Idomeni tra fango, melma, pioggia e freddo, in ripari di fortuna con altissimi rischi di malattie e morte. Dobbiamo impedirlo. Non ci sono più parole per definire questa situazione", afferma Andrea Iacomini, portavoce Unicef Italia. Che lancia poi una proposta-provocazione: "Di fronte alla difficile trattativa in corso in Europa, propongo a tutti i leader d'Europa di riunire il prossimo vertice europeo proprio nel campo di Idomeni. Solo guardando la realtà con i propri occhi, solo osservando a che punto siamo arrivati, in che condizioni si trovano i figli innocenti di territori dove non c'è pace, i capi di Stato e di governo potranno capire che bisogna mettere fine a questa tragedia umanitaria europea".

 

La Grecia pone un limite: 70 mila, non di più
Intanto le autorità elleniche fanno sapere che al momento ci sono circa 34.000 migranti nel Paese, 6.800 dei quali nelle isole del Dodecaneso, con una più alta concentrazione a Lesbos, Samos, Chios, Kos, Leros e Kalymnos. Al proposito, intervistato dal giornale austriaco Wiener Zeitung, il ministro per l'immigrazione Ioannis Mouzalas ha specificato che la Grecia può anche raddoppiare il numero dei profughi sul suo territorio, ma non andare oltre. "Al momento abbiamo 33 mila tra rifugiati e migranti in Grecia", ha detto Mouzalas: "se ce ne saranno 50 mila, forniremo assistenza per 50 mila. Se saranno 70 mila, allora lo faremo per 70 mila. Ma non possiamo fare di più".

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