I territori dell'Isis raccontati da un giornalista occidentale

Jürgen Todenhöfer è il primo reporter occidentale che abbia visitato Raqqa su invito del Califfato. La sua storia è diventata un libro

Schermata 2016-04-11 a 15.48.45

Una foto scattata a Raqqa durante il viaggio del giornalista Jurgen Todenhöfer. Sulla destra, Abu Qatadah, il tedesco convertito che avrebbe fatto da ambasciatore – Credits: Frederic Todenhöfer/The Guardian

74 anni, ex parlamentare della Cdu tedesca, di professione giornalista e scrittore. Jürgen Todenhöfer è l'unico reporter del mondo che è stato autorizzato dai vertici dello Stato islamico a visitare alcune aree controllate dal Califfato come Raqqa e Deir Ezzor in Siria e Mosul in Iraq. È accaduto a cavallo tra il 2014 e il 2015, forse all'apice delle brutali esecuzioni dei prigionieri da parte del Califfato. La sua storia è diventata un libro, Inside Isis, che sarà presto pubblicato anche in Italia.

Il suo lavoro, le sue interviste, tra cui una molto dibattuta a Bashar al Assad, sono state molto criticati in Germania perché restituirebbero ai lettori un'immagine edulcorata dell'Isis, benché Todenhöfer  abbia più volte dichiarato che il gruppo è «ancora più brutale di quanto si aspettasse». Il fatto che Todenhöfer, dopo la sua esperienza parlamentare tra le fila del partito di Angela Merkel, sia diventato una delle voci più critiche delle guerre americane in Medioriente viene spesso citato dalla stampa tedesca per delegittimrne il lavoro di inchiesta.

Il suo viaggio, accompagnato dal figlio fotoreporter Frederic, è stato reso possibile grazie soprattutti ai buoni uffici di Abu Qatadah, un corpulente  tedesco convertito all'Isis che vive a Raqqa e che gli avrebbe assicurato, prima del viaggio, che ci avrebbero pensato loro - gli uomini del Califfo -  a garantire la loro sicurezza personale e il loro ritorno in patria. 

Durante il suo viaggio nei Territori controllati dall'Isis riconosce, dietro un uomo mascherato che lo accompagna per Raqqa, la voce di Jihadi John, il famigerato boia dell'Isis protagonista di decine di esecuzioni dei prigionieri con la tuta da Guantanamo.  

Ma ciò che emerge dal lavoro di Todenhöfer è anche come sia possibile la «normalità» anche nelle condizioni più estreme, come la popolazione - dai commercianti ai cittadini normali - continui spesso a vivere la sua vita persino sotto il regime parareligioso del Califfo. Descrive mercati pieni di merci, negozi costretti a chiudere durante l'ora della preghiera, le assurde regole di sicurezza cui è stato sottoposto per consentirgli di continuare il suo lavoro di inchiesta. The Guardian ha pubblicato un estratto del suo libro  di prossima uscita. Vale la pena leggerlo.

Non è comunque la prima volta che un giornalista occidentale visita i territori dell'Isis. Un giornalista del New York Times ha scritto un articolo da Raqqa, ma senza rivelare il suo nome per evitare ritorsioni. Il giornalista di Vice News Medyan Dairieh, che ha passato tre settimane a Raqqa producendo una serie di video molto impressionanti sulle regole e sulla vita del Califfato. Ma è la prima volta in assoluto che un giornalista occidentale entra a Raqqa su invito dello Stato islamico. 

© Riproduzione Riservata
tag:

Commenti