Come seguire lo spoglio del referendum scozzese

Tutti i dati del corpo elettorale e i siti online per seguire minuto per minuto la consultazione popolare

Scozia al voto

Carol Batley e Rachael Grant, popolari fantini del Regno Unito, schierati su fronti opposti – Credits: LEON NEAL/AFP/Getty Images

Gli ultimi aggiornamenti sul referendum per l'indipendenza della Scozia previsto per giovedì 18 settembre 2014 sono consultabili su Daily Record and Sunday Mail e su Sunday Post, i due più popolari tabloid scozzesi. Ma anche i colossi dell'informazione britannica, come The Guardian e il Daily Mail, dedicano al tema, soprattutto nella versione online, un'ampia finestra informativa. E che la febbre stia crescendo, da Londra a Edimburgo, lo testimonia il fatto che un po' ovunque in Gran Bretagna e in Scozia moltissimi pub hanno ottenuto licenze speciali per restare aperti tutta la notte, dalle 22.00 fino alle prime luci dell'alba, e consentire ai supporter del sì e del no di seguire lo spoglio in diretta. Gli exit poll sono illegali nel Regno Unito, ma il comitato per il Sì non esclude che piccole società di sondaggi possano effettuare rilevamenti a livello locale.

I numeri del corpo elettorale
La domanda a cui 4,3 milioni di persone dovranno rispondere è: Siete d’accordo che la Scozia diventi una nazione indipendente?, optando per il Sì o il No.  L'ultimo sondaggio realizzato dall’istituto ICM per il quotidiano Scotsman riporta un leggero vantaggio del No all’indipendenza con il 52%, rispetto al 48% del Sì. Si tratta quindi al momento di una nazione spaccata in due, con un tasso di indecisi del 14%. Tra gli aventi diritto al voto si sono registrati agli uffici elettorali il 97% degli elettori, a conferma di quanto alta sia la febbre per l'esito del referendum. È prevista un'affluenza superiore all'80% del corpo elettorale.

Tra gli aventi diritto al voto si sono registrati agli uffici elettorali il 97% degli elettori, a conferma di quanto alta sia la febbre per l'esito del referendum

Al voto sono ammessi non solo i cittadini scozzesi ma anche quelli irlandesi e di tutti gli altri Paesi dell'Unione europea che abitano e pagano le tasse in Scozia e tutto il personale militare delle forze armate britanniche che stia prestando servizio nell'area, pur non avendo una residenza ufficiale. Secondo una stima ufficiosa gli stranieri residenti in Scozia rappresentano circa il 15% del corpo elettorale e potrebbero risultare determinanti, considerato il prevedibile testa a testa tra Sì e No, per determinare il futuro della Scozia e del Regno Unito.

La vera posta in gioco
In caso di risposta affermativa dell’elettorato, la Scozia diventerebbe uno stato indipendente a partire dal 24 marzo 2016, pur continuando a far parte del Commonwealth, come già accaduto per il Canada, Australia e altri paesi, con la regina Elisabetta che continua a mantenere la carica di capo di Stato. Ma è la questione economica il vero campo di scontro. Alcune banche di Edimburgo hanno annunciato il loro trasferimento a Londra nel caso in cui a vincere fosse il Sì. Ma è soprattutto il tema che riguarda la futura politica monetaria a tenere banco nel dibattito.





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