I dieci leader migliori secondo Fortune

Jeff Bezos, Angela Merkel, Aung San Suu Kyi, Papa Francesco e Tim Cook nella top five

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Tim Cook – Credits: Andrew Burton/Getty Images

Claudia Astarita

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Il settimanale americano Fortune ha appena pubblicato la nuova classifica dei più importanti leader mondiali. Come sempre succede per le liste di Fortune, non è popolata solo da nomi come Jeff Bezos (Amazon), Tim Cook (Apple), Aung San Suu Kyi o Papa Francesco, solo per citarne alcuni, ma anche di tante persone comuni che, nel loro piccolo, stanno davvero facendo di tutto per cambiare il mondo. 

Altra peculiarità della classifica di Fortune è che, una volta entrati, mantenere la posizione conquistata è molto difficile. Per farcela bisogna dimostrare, anno dopo anno, di continuare a lottare per la causa scelta, sia essa di ordine politico, economico o sociale. Vediamo chi sono i primi dieci leader. 


 

Apre la classifica Jeff Bezos, il Ceo di Amazon, definito un leader "fuori dagli schemi" per il fatto di aver deciso di investire il suo denaro e la sua intelligenza in maniera così diversificata. Possiede una compagnia spaziale, ha rilevato il Washington Post, crede fermamente nel potere della tecnologia, e guarda al futuro senza preoccuparsi più di tanto del presente.

In seconda posizione troviamo la cancelliera tedesca Angela Merkel, considerata oggi il più influente leader del Vecchio Continente nonché l'unico rimasto in carica dai tempi della crisi economica del 2008. Di meriti ne ha tanti. Tra i principali il fatto di aver salvato l'Europa dalla crisi e di aver aperto le frontiere a più di un milione di rifugiati in fuga dalla Siria.

La medaglia di bronzo va a Aung San Suu Kyi, la paladina della democrazia birmana che dopo anni di persecuzione politica e arresti domiciliari è riuscita ad assicurare al suo partito il controllo del parlamento del Myanmar, spalancando le porte (speriamo) alla democrazia. 

In quarta posizione troviamo Papa Francesco, premiato quest'anno per le sue straordinarie capacità diplomatiche. Papa Bergoglio ha infatti reso possibile il riavvicinamento tra Stati Uniti e Cuba, si è speso a favore della protezione dell'ambiente, e sta dimostrando che, a dispetto di quanto sostenuto dalle voci più conservatrici, la Chiesa è pronta ad accogliere tutti, anche i divorziati e gli omosessuali.

Chiude la top five Tim Cook, il Ceo di Apple, premiato per avuto il coraggio di fronteggiare l'FBI in una battaglia volta a proteggere la privacy di chi utilizza gli apparecchi della Mela morsicata. In una fase di fobia da terrorismo una scelta di questo tipo potrebbe anche danneggiare la popolarità di Apple, ma considerando come è riuscito a gestire la difficile eredità di Steve Jobs è certo che Tim Cook riuscirà a trovare un buon compromesso anche questa volta. 

In sesta posizione troviamo John Legend, giovane cantante statunitense noto non solo per i sei milioni di album che ha venduto ma anche per aver fondato delle Ong che cercano di aiutare i ragazzi più sfortunati in due modi: facendoli studiare e tenendoli lontani dalla microcriminalità. 

In settima posizione c'é Christiana Figueres, che da sei anni, in qualità di responsabile dell'unità delle Nazioni Unite che si occupa di cambiamenti climatici, sta cercando di convincere i leader di tutto il mondo di quanto sia importante tagliare le emissioni di anidride carbonica per salvare il pianeta. Suo anche il merito di aver portato a Parigi lo scorso dicembre i rappresentanti di 195 paesi per discutere di clima. 

All'ottavo posto c'é Paul Ryan, Presidente di uno dei due rami del Congresso degli Stati Uniti, premiato per aver gestito la Camera dei rappresentanti in maniera estremamente equilibrata. 

In nona posizione c'é Ruth Bader Ginsburg, giudice della Corte Suprema americana, apprezzata per aver insegnato a chi la segue che ci sono circostanze in cui un compromesso va trovato, sempre, anche quando va contro il proprio interesse personale, per il bene del paese o della causa che si cerca di difendere. 

Chiude la top ten Sheikh Hasina, primo ministro del Bangladesh, unico rappresentante politico di un paese islamico che ha deciso di spendersi per la protezione e i diritti delle donne, facendole studiare, insegnando loro a gestire i propri risparmi, e permettendo loro di ricoprire ruoli importati nel contesto politico ed economico nazionale. 

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