I crimini di guerra a Gaza sono bipartisan

Il rapporto di una commissione Onu punta l'indice contro entrambe le fazioni in conflitto

 

L'ultimo rapporto elaborato da una commissione incaricata dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite di indagare sulle violazione del diritto internazionale a tutela delle vittime civili del conflitto scoppiato a Gaza nell'estate del 2014 parla chiaro: sia i gruppi armati palestinesi che l'esercito israeliano hanno commesso atti che potrebbero essere definiti veri e propri crimini di guerra contro la popolazione.

DIVERSE VERSIONI
Le fazioni palestinesi, specie la Jihad islamica e Hamas, perché il lancio di mortai e razzi verso le città oltre il confine è «intrinsecamente indiscriminato» e l'uccisione o l'incarcerazione dei presunti «collaborazionisti» avviene al di fuori di qualsiasi elementare garanzia per gli imputati. L'esercito e il governo israeliano, perché il blocco economico e le ferre restrizioni contro la libertà di movimento dei palestinesi hanno prodotto una sistematica «violazione dei diritti umani» nella Striscia di Gaza, dove il bilancio della controffensiva israeliana (2250 morti tra i palestinesi e 18 mila case distrutte dai raid) è stato, ha denunciato il rapporto, «senza precedenti» e «sistematico».

Il dizionario del conflitto israelo-palestinese

LE CONTESTAZIONI
È interessante notare come hanno reagito i leader di Hamas da un lato e gli uomini di Benjamin Netanyahu dall'altro. Gli integralisti che governano la Striscia dal 2006 hanno accolto il rapporto come una condanna tout court di Israele, sorvolando invece sulle critiche che il rapporto stesso muove contro di loro. I governanti israeliani, dal canto loro, hanno prima contestato la legittimità della composizione della giuria che ha scritto il rapporto, avendo svolto in passato il presidente di questa commissione, il canadese William Schabas, un incarico di consulenza per l'Organizzazione per la Liberazione della Palestina.

Poi, dopo le sue dimissioni avvenute nel febbraio 2015 e la contestuale nomina dell'ex giudice della Suprema Corte di Ny McGowan Davis,  hanno accusato i membri della commissione di essere stati mossi da un pregiudizio anti-israeliano, pubblicando per risposta un contro-report che assolve completamente israele dalle accuse che gli sono state mosse. Non è un caso che i media filogovernativi israeliani abbiano continuato in questi mesi, anche dopo le dimissioni di William Schabas, a definirla con disprezzo la «commissione Schabas», quasi a togliergli qualsiasi legittimità giuridica. 

A prescindere dalle schermaglie politiche, in verità assolutamente prevedibili, il lavoro di questa commissione ha una sua importanza perché potrebbe costituire, in futuro, la base cui lavoreranno i giudici della Corte penale internazionale per cercare di portare qualche generale o comandante alla sbarra.

© Riproduzione Riservata

Commenti