Hollande interlocutore privilegiato di Obama

Tra Washington e Parigi è riscoppiato l'amore

Hollande e Obama al vertice dei G7 (Credits: M.Reynolds/Epa/Ansa - R.Jensen/Corbis)

CHE COSA È SUCCESSO
Dal 1° marzo il centro studi del ministero degli Esteri francese ha un nuovo direttore: Justin Vaïsse. La scelta del docente universitario, quarantenne, profondo conoscitore degli Usa, non è un dettaglio: svela la rinnovata attenzione con cui Parigi guarda alla politica di Barack Obama e la volontà di ripensare il ruolo della diplomazia nella Ue. Vaïsse è considerato decisivo per concretizzare il progetto di una diplomazia europea, la cui nascita è resa impellente dal progressivo disimpegno degli Stati Uniti in svariate aree del pianeta e dalla riduzione dei margini d’azione dei singoli stati in un mondo sempre più multipolare. L’arrivo di Vaïsse riflette l’ambizione di Parigi di anticipare il cambiamento imminente ispirandosi al modello obamiano e di porsi come interlocutore privilegiato degli Usa nel continente europeo.

CHE COSA HANNO SCRITTO

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Qualche settimana prima della nomina di Justin Vaïsse il settimanale «Le Point» sottolineava l’importanza del centro studi del ministero, sollecitando il ministro a prendere chiare decisioni: «Proprio quando sta per festeggiare i 40 anni di attività ed è considerato un fiore all’occhiello della diplomazia francese, il centro studi del ministero vacilla: è doverosa una ripresa in mano della situazione». Le Monde sottolinea invece quanto la nomina di Vaïsse, definito «lo stratega del Quai d’Orsay», sia la prova dell’importanza data da Parigi alla strategia del soft power per difendere i propri interessi nazionali. «Dopo la rottura franco-americana a proposito dell’Iraq nel 2003» scrive il quotidiano «l’Eliseo si è accorto che la Francia aveva sofferto più della Germania, in mancanza di portavoce delle sue posizioni nell’opinione pubblica americana. Quindi sono stati inviati esperti e ricercatori per facilitare gli scambi».

CHE COSA SUCCEDERÀ?
Le divergenze diplomatiche tra Francia e Usa sono state definitivamente archiviate. D’altra parte la violenza dello scontro nel 2003 è stata del tutto eccezionale. L’attuale intesa franco-americana si fonda su una comune lettura delle sfide internazionali. Sia pure nell’ambito di una rete di relazioni diplomatiche in profonda evoluzione e sempre più multilaterali, la Francia sta diventando agli occhi americani il miglior alleato nel continente europeo, capace di intervenire in zone del mondo, come l’Africa subsahariana, dove le forze statunitensi sono meno preparate a farlo.

Il parere di Olivier Chopin
professore all’Università Cattolica di Lilla ed esperto di relazioni internazionali.

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