Il primo confronto diretto tra Donald Trump e Hillary Clinton continua a far parlare. Questa volta non sono solo i termini utilizzati dal tycoon, ma gli atteggiamenti sessisti a destare un particolare interesse. Una novità per Trump? No. Ma se le interruzioni, le esclamazioni, le risatine che ha riservato alla sua avversaria durante il dibattito vengono per così dire associate a quelle che sono le esperienze che ogni donna vive (o subisce) ogni giorno proprio perché donna, la cosa prende una piega diversa.

Il New York Times infatti ha dedicato un articolo al "trattamento" che Mr Trump ha mostrato nei confronti della democratica Hillary Clinton durante l'incontro di lunedì definandolo un esempio di quello con cui le donne si scontrano quasi quotidianamente. Una provocazione, sicuro. Ma con un fondo di verità.

I numerosi "Aha", ma soprattutto le interruzioni mentre la Clinton parlava non sono altro, per il giornale americano, quello che le donne vivono spesso. Un'atteggiamento da sbruffone e sessista quale Trump ha sempre dimostrato di essere e che non ha tardato a far venire fuori durante il faccia a faccia con la sua avversaria.

Il dibattito (che secondo un sondaggio della Cnn, per il 62% degli intervistati avrebbe vinto lei e che post confronto la vede uscire con tre punti di vantaggio) si è poi scaldato soprattutto quando Hillary ha portato il repubblicano Trump a parlare di donne e di minoranze. Un terreno minato per il miliardario biondo che, contando i suoi interventi fuori tempo, ha interrotto la Clinton ben 40 volte in 26 minuti di dialoghi. Per un totale di 70 volte.


Nell’ultima mezz’ora dedicata al confronto, di fronte a una decisa rivendicazione di Trump di essere l'uomo giusto a ricoprire il ruolo di presidente con un “ho tutto il temperamento che ci vuole per essere il commander-in-chief”, e poi con un paio di "Lei non ha l'aspetto", "Lei non ha la capacità di resistenza", la Clinton prima si è limitata a sorridere e scuotere le spalle e poi ha rincarato la dose ricordando in modo convincente le passate affermazioni sessiste di Trump, i suoi epiteti di “maiala” alle donne, il rifiuto di assumere coloro che sono incinte e di non ritenere le donne all'altezza di una pari retribuzione "a meno che non facciano un buon lavoro come gli uomini". Dimostrando di non subire ma di "accettare" lo scontro. Come spesso ogni donna si ritrova a fare. Soprattutto sul luogo di lavoro.

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Ma per quanto la riguarda la sua mancanza di energia, la candidata democratica ha sostenuto con forza che "solo dopo essersi recato in 112 Paesi, aver fatto 122 viaggi da segretario di Stato e le 11 ore consecutive passate a testimoniare davanti a una commissione del Congresso può parlarle di resistenza”. Tutto questo con tanto e deciso fair play e interrompendo l'avversario solo 47 volte.

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