Esteri

Harvey Weinstein: secondo arresto e libero su cauzione

L'ex produttore cinematografico anche in questo caso si è dichiarato "Non colpevole"

Harvey Weinstein

Barbara Massaro

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Secondo arresto per Harvey Weinstein. Il potente ex produttore cinematografico lunedì è stato condotto ancora una volta in manette presso il tribunale di New York dove gli è stato contestato il reato di aggressione sessuale. L'accusatrice è la sua ex assistente Mimi Haleyi che ha denunciato fatti risalenti al 2006. 

Come per le precedenti 2 denunce anche in questo caso Weinstein si è dichiarato non colpevole ed è stato rilasciato su cauzione.

La terza donna

Il tre luglio scorso la procura di New York aveva confermato che le accuse mosse da una terza donna (che oggi si scopre essere la Haleyi) sono state ritenute sufficienti per aprire un nuovo procedimento a carico dell'ex potente produttore cinematografico la cui posizione giuridica è sempre più compromessa.

Il procuratore di Manhattan Cyrus Vance ha, infatti, annunciato che il gran giuri' ha chiesto il rinvio a giudizio di Weinstein per atto sessuale forzato di primo grado. 

Al momento Weinstein rischia una pena tra i 10 anni e l'ergastolo. La terza donn si aggiunge a Laura Evans e Paz De La Huerta, le uniche che, fino a oggi, hanno avuto tra le mani prove sufficienti per convincere la procura a procedere.

La grande accusatrice: Laura Evans

Laura Evans nel 2004 era all'ultimo anno di università e sognava un futuro nel cinema. Quando le venne presentato il potente produttore cinematografico Harvey Weinstein non poteva credere di essere stata tanto fortunata. Per questo decise di accettare l'invito nel suo ufficio per sottoporsi a un colloquio.

Laura non poteva sapere che in quell'ufficio sarebbe stata abusata a umiliata, costretta a un rapporto orale con Weinstein e mandata poi via senza troppi complimenti.

Sono passati quasi 20 anni da quel giorno e proprio quell'abuso è quello che ha portato Harvey Weinstein all'incriminazione per molestie sessuale, abuso di potere e stupro. L'ex Re Mida di Hollywood si è consegnato spontaneamente alla polizia di New York in mattinata per evitare le manette.

Da lì è stato trasferito alla Manhattan Criminal Court dove è stato informato dei capi d'imputazione che pendono su di lui. Weinstein ha pagato in contanti un milione di dollari per tornare a casa con un braccialetto elettronico che ne controlli i movimenti. La cauzione è di 10 milioni di dollari.

 

Cosa ha portato all'incriminazione

Delle oltre 80 donne che dall'ottobre del 2017 hanno accusato Weinstein di molestie sessuali solo tre per la quantità di dettagli forniti e per la fondatezza delle prove sono riuscite a far sì che la procura potesse aprire un'istruttoria su di lui.

La seconda accusatrice chiave del caso Weinstein è Paz De La Huerta che sarebbe stata stuprata dall'orco e, secondo la Cnn, questo reato potrebbe costare a Weinstein l'accusa di violenza carnale di terzo grado

A parlare, ancora una volta, dei retroscena del caso che ha scosso Hollywood e ribaltato il rapporto di potere tra vittime e carnefici è il Premio Pulitzer Ronan Farrow che, oggi, sulle colonne del New Yorker racconta i retroscena dell'inchiesta.

I retroscena

La Evans aveva deciso di raccontare la propria storia al New Yorker perché, si legge sul giornale: "So che quello che mi ha fatto ha cambiato la mia vita in peggio. Mi ha tolto fiducia in me stessa e nelle mie possibilità. Non avrei mai potuto perdere l’occasione di riacquistarle e di impedirgli di fare lo stesso ad altre donne".

Dopo la pubblicazione della sua intervista la donna era stata contattata dalla polizia di New York che aveva ritenuto le sue accuse "fondate e attendibili".

La squadra speciale incaricata di occuparsi dei cold case di violenza sessuale le ha chiesto di collaborare in cambio di protezione per riuscire a portare a termine un'inchiesta già iniziata su Weinstein qualche anno prima, ma mai conclusa per insufficienza di prove.

Farrow sottolinea che sia stato il caso della Evans e non quello di Paz De La Huerta a portare all'incriminazione dell'ex produttore anche se Paz sarà sentita come testimone. Nel corso di questi mesi sono state decine le donne sentite dagli agenti e l'incriminazione newyorchese potrebbe essere solo la prima di una lunga serie visto che filoni d'indagini parallele si stanno svolgendo anche a Los Angeles e Londra.

La forza di MeToo

A dare forza alle grandi accusatrici di Weinstein è stata la solidarietà arrivata da tutto il mondo grazie al movimento MeToo che, in questi mesi, ha rappresentato il collante umano per le donne vittime di violenza.

Superare vergogna e imbarazzi e avere la forza di uscire allo scoperto raccontando fatti laidi e squallidi che emergono dal passato è stato uno dei grandi meriti di MeToo che con l'incriminazione di Harvey Weinstein inizia a raccogliere i primi frutti del suo lavoro, ma come si legge oggi sui social, finchè tutte le donne di tutto il mondo non riceveranno giustizia per quello che hanno subito MeToo continuerà la propria battaglia contro lo strapotere di chi chiede sesso in cambio di lavoro.

Weinstein si è dichiarato non colpevole delle prime due accuse, mentre non è stata ancora resa nota la sua posizione in merito a questa nuova incriminazione. 

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