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Guerra all'Isis: così Obama sfida il Califfato in Libia

Il presidente americano dichiara che potrebbero volerci mesi per sconfiggere il Daesh. E intanto chiede a Putin chiarezza sul ruolo in Siria

Obama

Redazione

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"Continueremo a combattere l'Isis senza sosta, in maniera implacabile" e alla fine "la sua sconfitta sarà inevitabile". È un Barack Obama soddisfatto quello che parla ai giornalisti alla fine dell'ennesimo "vertice di guerra" svoltosi al Pentagono, per fare il punto sulla lotta allo stato islamico e sul nuovo fronte aperto con i raid aerei in Libia.

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Barack Obama ha riunito il National Security Council per ascoltare dai suoi più stretti consiglieri e dai vertici dell'intelligence, della difesa e delle forze armate gli ultimissimi aggiornamenti, e per capire cosa funziona e dove invece bisogna correggere il tiro.

L'obiettivo è rendere sempre più efficace l'azione contro lo stato islamico, ma anche di rafforzare la prevenzione sul fronte del terrorismo. "È più di un anno che l'Isis non consegue una vittoria importante in Iraq e in Siria", ha evidenziato il presidente americano, sottolineando però come la situazione sia "complessa" e "non può essere risolta solo con la forza militare".

E ha messo in guardia sul fatto che "nonostante il declino dell'Isis in Siria e in Iraq, l'organizzazione ha ancora la capacità di ispirare attacchi terroristici, anche negli Stati Uniti". Dunque, la parola d'ordine è mantenere altissima la guardia.

Assad e la Russia in Siria
Al vaglio del consiglio nazionale per la sicurezza i risultati della controffensiva in Iraq e il nodo siriano legato sempre alla permanenza di Assad e al ruolo della Russia. Quest'ultima "è tempo che dimostri di volere davvero la fine della guerra civile siriana", ha detto Obama, denunciando ancora una volta come il regime di Damasco continui sistematicamente a violare la tregua.

L'operazione in Libia
Poi l'azione in Libia, sull'area di Sirte, che la Casa Bianca spera possa aprire la strada a una vittoria in tempi brevi delle forze del governo di coalizione. Sul tavolo i numeri della "Operation Odissey Lighting", che parlano di 9 attacchi aerei sulle postazioni degli uomini dello stato islamico compiuti tra il primo e il 3 agosto. Tra gli obiettivi colpiti - come riporta il comando americano in Africa - diversi militari.

Nonostante ciò - secondo le notizie che arrivano anche da informatori locali - l'Isis resiste, e l'avanzata delle truppe terrestri verso Sirte sembrerebbe più irta di ostacoli del previsto, con le forze del governo di unità nazionale frenate anche da esplosioni improvvise causate da ordigni piazzati lungo il cammino dall'azione di cecchini.

L'impressione - riferiscono 007 e vertici militari Usa - è che ci potrebbero volere settimane, se non mesi, per sconfiggere definitivamente gli uomini dell'Isis a Sirte, secondo le stime non più di un migliaio. Un quadro che comunque potrebbe far propendere Pentagono e Casa Bianca per un'intensificazione dei bombardamenti.

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