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L'eruzione del Vulcano del Fuego, a sud-ovest di Città del Guatemala, capitale guatemalteca, ha portato morte e distruzione. Iniziato il 3 giugno, ha causato finora 25 morti e l'evacuazione di 3.200 persone. 

Si è verificata con una fuoriuscita massiccia di materiale piroclastico sulle sue pendici, fino quasi ai vicini villaggi, e con una colonna di cenere scagliata fino ad oltre 4.500 metri d'altezza sul livello del mare.

Gli effetti dell'eruzione sono simili a quelli del Vesuvio del 79 d.C. che distrusse Pompei: la popolazione locale è stata investita da una nube di gas, ceneri, lapilli e blocchi di rocce, dalle temperature altissime, superiori ai 700 gradi. "L'impatto di questa eruzione sulla popolazione è simile a quella di Pompei, ma in questo caso gli stili eruttivi del vulcano del Fuego e del Vesuvio sono diversi", ha spiegato all'Ansa il vulcanologo Piergiorgio Scarlato, dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). Il vulcano del Fuego  "ha generato colonne di ceneri e gas alte fino a 3-4 chilometri e flussi piroclastici, cioè una miscela di gas e materiale vulcanico". Il Vesuvio, invece, nell'eruzione del 79 d.C ha generato "una colonna di gas e ceneri alta fino a 20-25 chilometri che collassando su se stessa ha prodotto flussi piroclastici come quelli osservati al Fuego".

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