Redazione

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La Georgia ha giustiziato Kelly Renee Gissendaner, prima donna in 70 anni a subire la pena capitale nello Stato americano. La 47enne, condannata per l'omicidio del marito nel 1997, uccisa con un'iniezione letale, è stata dichiarata morta a 00:21 ora locale (le 6:31 in Italia). In precedenza la Corte suprema Usa aveva respinto per la terza volta un ricorso dei suoi legali.

Nonostante il clamoroso appello del Papa - che dopo le parole al Congresso nei giorni scorsi, oggi in una lettera scritta dal nunzio negli Usa mons. Carlo Maria Viganò si è appellato perché la pena venisse commutata - la commissione della Georgia non ha voluto accogliere la richiesta. I suoi membri non hanno voluto fornire una motivazione per la decisione, precisando soltanto che hanno esaminato con molta attenzione la sua richiesta d'appello prima di pronunciarsi. Nell'istanza presentata dai suoi avvocati, si sostiene che la condanna è inappropriata perché la Gissendaner non ha materialmente commesso l'omicidio del marito che è invece avvenuto per mano dell'allora amante, Gregory Owen.

La donna è stata tuttavia considerata la mandante. Owen è stato invece condannato all'ergastolo, ma nel 2022 potrebbe uscire in libertà condizionata. Gissendaner doveva essere giustiziata il 25 febbraio scorso, ma l'esecuzione fu rinviata al 2 marzo a causa del maltempo. Anche in questo caso, i suoi legali riuscirono a posticipare l'esecuzione perché le fiale letali, con le quali doveva essere giustiziata, apparivano contenere parti estranee. Ieri la decisione finale.

Le esecuzioni di donne negli Usa sono un fatto raro e ne sono state giustiziate solo 15 (contro 1.400 uomini) da quando nel 1976 la Corte Suprema ha ripristinato la pena di morte. E la mano del boia non si ferma. Giovedì prossimo è prevista l'esecuzione di Alfredo Prieto, 49 anni, originario di El Salvador, colpevole di aver ucciso 9 persone in California e Virginia tra il 1988 e il 1990. Nel 1992 ha invece stuprato e ucciso una 15enne in California. Nello stesso anno, in Virginia, ha massacrato tre giovani poco più che ventenni. Tuttavia, nonostante sia giudicato un serial killer, Prieto è affetto da disabilità mentale e solo la Corte Suprema può bloccare all'ultimo momento l'esecuzione. L'ultima condanna capitale eseguita in Virginia risale al 2013. Prieto sarà giustiziato con un'iniezione letale. (Ansa)

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