Una distesa di 2.500 giubbotti di salvataggio, indossati nei mesi scorsi da migranti durante alcune delle tante traversate della disperazione nel Mediterraneo fra le coste turche e l'Europa, per sostenere "il diritto dei rifugiati" d'essere accolti. È l'immagine di una manifestazione di protesta organizzata oggi da attivisti di vari gruppi a Londra, a Parliament Square, dinanzi ai palazzi del potere di Westminster, al fine di denunciare - in contemporanea con la riunione dell'Assemblea Generale dell'Onu a New York - i doveri e le mancanze attribuite alla comunità internazionale.

La disposizione dei giubbotti rappresenta quella di un cimitero: in memoria dei molti che sui "barconi della vergogna" hanno compiuto il loro ultimo viaggio e sono annegati in mare. E vuole essere un rimprovero in particolare contro la politica della Gran Bretagna sull'immigrazione, molto rigida finora e con ulteriori possibili restrizioni in vista. Proprio oggi, secondo le anticipazione dei media, la premier Theresa Mey intende ribadire del resto all'Onu la volontà di imporre controlli severi ai confini, evocando ancora una volta distinzioni fra i potenziali "rifugiati" o richiedenti asilo e la massa di coloro che vengono etichettati come "migranti economici" (ANSA)

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