Redazione

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Un minuto di profondo e doloroso silenzio alle 14.46 locali (le 6.46 in Italia): così il Giappone ha ricordato la tragedia dello tsunami abbattutosi sulla costa nord-orientale del Paese l'11 marzo 2011, con il conseguente disastro nucleare della centrale di Fukushima e un tragico bilancio finale di 15.894 morti e 2.561 dispersi.

Le cerimonie di commemorazione si sono susseguite fino dall'alba nelle tre prefetture di Fukushima, Miyagi e Iwate, dove ancora oggi vivono quasi 58.000 persone nei complessi di prefabbricati adibiti a centri di accoglienza, per lo più anziani colpiti da problemi fisici e mentali in seguito all'incidente.

A Tokyo, invece, ha avuto luogo una cerimonia ufficiale al Teatro nazionale con la partecipazione dell'imperatore Akihito, del premier Shinzo Abe e dei familiari delle vittime: "Non potremo mai dimenticare quelle immagini televisive scioccanti in cui un'onda ha travolto il campo di Sendai, sembrava un muro nero", ha ricordato proprio l'imperatore durante il suo discorso.

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