Esteri

Giappone: da oggi l'esercito può intervenire all'estero

Cade il "veto" esistente da dopo la Seconda Guerra Mondiale. Ma solo in caso sia messa a rischio la sicurezza del Paese

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Redazione

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Entra in vigore oggi la legge sulla sicurezza militare in Giappone, fortemente voluta dal premier Shinzo Abe, e approvata lo scorso settembre tra dure contestazioni, in aula e in piazza. Conseguenza: per la prima volta dal termine della Seconda Guerra Mondiale, oltre che nell'eventualità di un'aggressione diretta al Giappone, le forze di autodifesa del Sol Levante saranno autorizzate a intervenire all'estero in caso di un attacco agli Stati Uniti o ad altri Paesi alleati, qualora la stessa aggressione costituisca una minaccia per il Giappone.

Le motivazioni del Governo
Nel tentativo di convincere l'opinione pubblica, il premier giapponese Abe ha citato le necessità di adattarsi ai cambiamenti degli scenari geopolitici, sostenendo che lo scopo principale del suo governo è quello di garantire la sicurezza dei cittadini giapponesi e rinforzare l'alleanza con gli Stati Uniti. Tra gli obiettivi dell'escutivo del Sol Levante, ci sono anche quelli di limitare l'espansionismo della Cina, con la quale il Giappone ha delle contese territoriali in corso, e di poter tenere maggiormente sotto controllo l'aggressività della Corea del Nord.

La legge (verso la quale sarebbe contrario il 49,9% dei giapponesi, con invece un 39% di favorevoli , secondo un recente sondaggio della Kyodo News) è stata ampiamente criticata dal partito democratico che si trova all'opposizione e rimarrà sicuramente al centro delle polemiche politiche in vista delle elezioni della prossima estate per il rinnovo della metà dei seggi alla Camera Alta. L'attuale coalizione governativa, formata dai Liberal Democratici e dal partito Nuovo Komeito, ha la prevalenza numerica alla Camera dei Rappresentanti, ma il cambio della costituzione voluto da Abe richiede due terzi della maggioranza in entrambe le aule del Parlamento, motivo per cui l'esito favorevole delle elezioni al Senato diventa vincolante.

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