Redazione

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Sono oltre 200 le vittime della stazione di servizio della capitale del Ghana, Accra, oggetto di una colossale esplosione e un devastante incendio. La stazione di servizio era affollata di gente che cercava di sfuggire alla furia delle piogge torrenziali che stavano allagando le strade. Intanto il presidente John Dramani Mahama ha annunciato tre giorni di lutto nazionale a partire da lunedì prossimo.

Il cordoglio di Papa Francesco

Papa Francesco ha inviato un messaggio di cordoglio per le vittime dell'esplosione. "Profondamente rattristato nell'apprendere del tragico incidente a una stazione di rifornimento ad Accra, in cui tante persone sono morte o sono rimaste gravemente ferite", si legge nel telegramma a firma del cardinale segretario di Stato Pietro Parolin trasmesso a mons. Joseph Osi-Bonsu, presidente della Conferenza episcopale ghanese, il Papa "invia sentite condoglianze ai parenti dei deceduti e dei feriti, alle autorità e all'intera nazione". Il Pontefice "affida le anime dei defunti a Dio Onnipotente e invoca i doni divini della consolazione e della forza a coloro che sono in lutto e a tutti coloro che sono stati colpiti da questa tragedia". 

I fatti: fuoco e acqua insieme

Il disastro, secondo la prima ricostruzione, è il frutto dell'azione combinata di acqua e fuoco: è stato lo stesso fango, che già scorreva a fiumi e invadeva case e negozi dell'affollato e trafficato quartiere di Accra, a trasportare del carburante dal distributore di benzina ad una casa vicina in cui c'era un fuoco o dove comunque c'era qualcosa che bruciava. E la nafta, che brucia anche sull'acqua, come una miccia ha portato le fiamme fino alle pompe di carburante, che sono esplose una dopo l'altra con delle nuvole di fuoco, mentre sotto la tettoia vi erano stipate decine di persone che cercavano riparo.

La forza dell'esplosione ha devastato anche case ed edifici vicini in una sorta di domino di fuoco che ha carbonizzato decine di persone. Altre, secondo le stime serali, sono morte annegate, trascinate dal torrente d'acqua, nel tentativo di scampare alle fiamme. In immagini mostrate in tv si vedono corpi carbonizzati ammucchiati sul cargo di pick-up e altri che vengono estratti dalle macerie, il tutto in mezzo al fango e alla pioggia torrenziale.

Il governo ha già stimato che ci vorranno almeno 12 milioni di dollari per i primi soccorsi e per riparare i danni e le infrastrutture. Ed è probabile, notano molti osservatori, che ci sarà un'ondata di critiche al governo, accusato di aver trascurato strade e infrastrutture essenziali, anche nella capitale, dove c'è anche una crisi energetica. E che ha reso possibile il duplice disastro dell'alluvione e dell'incendio in una zona della città affollata e piena di traffico e dove afferiscono varie stazioni di autobus.

Il tutto mentre i meteorologi prevedono ulteriori disastri nel Paese provocati dalle piogge torrenziali che stanno devastando le città. La situazione di emergenza dovuta agli allagamenti ha infatti notevolmente peggiorato la situazione alla stazione di benzina di Kwame Nkrumah Circle, nel cuore della capitale, dove decine di macchine erano in cerca di approvvigionamento per via dell'emergenza. L'allagamento ha quindi aumentato i casi di morte provocati dall'incendio.

Intanto la Ghana Oil Company Limited (GOIL) ha annunciato che risarcirà le vittime e le loro famiglie mentre Mahama ha fatto sapere che il governo contribuirà con un fondo dedicato. 8 persone tra le vittime facevano parte del personale della stazione di benzina Goil. Intanto il servizio nazionale dei pompieri, National Fire Service, continua la sua indagine per accertare le cause dell'incidente.


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