Attentato in sinagoga a Gerusalemme
Esteri

Gerusalemme, attacco alla Sinagoga

Quattro morti e 8 feriti fra i fedeli. Uccisi i due terroristi del Fronte Popolare di Liberazione della Palestina. Netanyahu: risponderemo duramente

Torna il terrore in Israele: questa mattina una sinagoga di Gerusalemme nel rione ortodosso sefardita di Har Nof su Agasi street è stata attaccata da due terroristi.

Armi da fuoco e asce

L'attentato, riportano radio Gerusalemme e la radio militare israeliana, è stato rivendicato dal Fronte popolare per la liberazione della Palestina. Secondo le ricostruzioni della polizia i due attentatori hanno fatto irruzione in un collegio rabbinico e in un'attigua sinagoga mentre decine di fedeli recitavano le preghiere mattutine. "Sono stati attimi di puro terrore", ha detto uno dei testimoni. L'azione è durata alcuni minuti e i soccorritori hanno poi trovato corpi insanguinati in stanze diverse dello stesso complesso. 


 
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Sono 4 i fedeli uccisi e i 9 feriti. I terroristi sono stati poi eliminati dalle guardie della sicurezza israeliana.

Le vittime

Avevano dedicato totalmente le loro vite alla religione i quattro rabbini uccisi oggi in una sinagoga di Gerusalemme da due assalitori palestinesi.
Tre di essi avevano, oltre alla cittadinanza israeliana, anche quella statunitense. Il quarto era di origine britannica.

Il personaggio più noto nel rione ortodosso di Har Nof (all'ingresso occidentale di Gerusalemme) era il rabbino Moshe Twersky, 59 anni. Era nato negli Stati Uniti e fin da giovane era considerato uno studioso profondo dei testi sacri. Dirigeva un 'kolel', ovvero un istituto di educazione religiosa per ortodossi maritati.
Padre di cinque figli, si era distinto per la pubblicazione di alcuni libri di esegesi. Migliaia di persone si sono radunate in un cimitero di Gerusalemme per seguire il suo feretro. Con lui è rimasto ucciso un compagno di preghiere, il rabbino Aryeh Kupinsky, 43 anni. Anch'egli era originario degli Stati Uniti. Tre anni fa era stato colpito da un grave lutto quando una delle figlie era morta nel sonno. Malgrado il trauma, affermano i conoscenti, era rimasto fedele al proprio credo religioso ed aveva dato ripetutamente prova di altruismo. Per mantenersi, lavorava in una società di informatica.

A Har Nof è stato assassinato anche il rabbino Kalman Zeev Levin, 55 anni, originario degli Stati Uniti. "Un uomo modesto, un pio", dicono di lui i conoscenti, secondo cui Levin aveva trascorso la sua intera esistenza macerandosi sui testi sacri e vivendo del sostegno della comunita'.
La quarta vittima è il 68enne Avraham Shmuel Goldberg, originario della Gran Bretagna. Secondo i conoscenti, era un'autorita' in materia religiosa.

Chi sono gli attentatori

Uno dei leader del Fronte ha dichiarato, riferisce il Times of Israel, che i due giovani palestinesi erano loro membri. I due sono stati identificati come Rassan e Adi Abu al-Jamal.

Sono cugini e facevano parte del pacchetto di prigionieri palestinesi scambiati per il rilascio del caporale Gilad Shalit, tenuto in ostaggio nella Striscia di Gaza per 5 anni (2006-2011). I due abitavano nel sobborgo di Jabal Mukaber a Gerusalemme Est.

Sul posto sono arrivati gli uomini del controspionaggio, lo Shin Bet, per interrogare i parenti dei due killer. Stamane secondo lo Yedioth Ahronoth Hamas ha rivendicato l'attentato, elogiato anche dalla Jihad Islamica. Hamas ha anche esortato altri palestinesi a compiere altri attacchi.

Le felicitazioni di Hamas

Hamas si è felicitato per l'attentato. Secondo il portavoce di Hamas Mushir al-Masri "si è trattato di una vendetta eroica e rapida per l'esecuzione di Yusuf al-Rumani", un conducente di autobus palestinese trovato ieri morto a Gerusalemme. L'uomo, secondo le autorità israeliane, si è suicidato. Ma la famiglia ritiene che sia stato ucciso da ultrà ebrei.

"È nostro diritto - ha proseguito al-Masri, da Gaza - vendicare il sangue dei nostri martiri". Al-Masri ha aggiunto che l'attentato odierno e' da collegarsi anche alle recenti tensioni nella Spianata delle Moschee di Gerusalemme. Un messaggio di tono analogo e' giunto anche dalla Jihad islamica. Nel frattempo sul web il braccio armato di Hamas ha pubblicato un filmato in cui minaccia in arabo e in ebraico una serie di attentati nella citta' di Israele. Fra l'altro preannuncia che passanti saranno investiti da automobili guidate da palestinesi o anche pugnalati per strada.

Netanyahu: colpa di Abu Mazen

Il premier israeliano Benyamin Netanyahu invece accusa soprattutto il presidente palestinese Abu Mazen e Hamas di essere responsabili dell'attacco "una conseguenza diretta del loro incitamento... un incitamento che la comunità internazionale ha irresponsabilmente ignorato". Netanyahu ha convocato il gabinetto di sicurezza del governo israeliano e ha dichiarato che risponderà con "mano ferma".

Serie di attentati

Quello di oggi è solo l'ultimo in ordine di tempo di una serie di attacchi che hanno visto - come non succedeva da tempo - Gerusalemme come teatro. La tensione è alta da quanto Marwan Barghouti, leader di Tanzim (braccio armato di Fatah), che sconta 5 ergastoli nelle prigioni israeliane, ha invocato la III intifada dopo quella del 1987 e del 2000.

Il 22 ottobre un palestinese uomo alla guida di un'auto ha investito un gruppo di pedoni a una fermata del tram a Gerusalemme, uccidendo una neonata di tre mesi ed una donna. L'attentatore, il 21enne Abdelrahman Shaludi ucciso dai poliziotti mentre tentava di fuggire a piedi.

Il 5 novembre un'altro attentato con un auto contro la folla: muore un agente di polizia e vengono ferite 13 persone. L'uomo che al volante e' stato identificato come Ibrahim al Akri, 48enne membro della Jihad islamica, ed e' stato ucciso dagli agenti. L'attentato era avvenuto poche ore dopo i nuovi scontri tra palestinesi e agenti di polizia sulla Spianata delle Moschee che avevano portato a una breve chiusura dell'area.

Il 16 novembre nuovo attacco all'arma bianca contro un israeliano a Gerusalemme. Un uomo è stato accoltellato alla schiena ed è stato ricoverato in ospedale. La polizia indaga su "un giovane arabo, sui 32 anni, che poi è fuggito". Il fatto è avvenuto vicino alla Porta di Damasco, il principale ingresso alla città vecchia. Ieri nuovi scontri a Gerusalemme Est dopo il ritrovamento del corpo senza vita di un palestinese, un conducente d'autobus di una ditta israeliana. Yusuf Hasan al Ramuni, un 32enne padre di due bambini,residente nel quartiere di Ras al Amud, sul Monte degli Ulivi, a Gerusalemme Est, è stato trovato morto nella notte nella zona industriale di Har Hotzvim, a Gerusalemme Ovest.

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