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Esteri

La Germania torna a fermare al confine i profughi siriani

L'annuncio dato da un portavoce del ministero dell'Interno: dal 21 ottobre Berlino ha ripreso ad applicare gli accordi di Dublino

Cambio di rotta del governo di Angela Merkel rispetto ai profughi provenienti dalla Siria: un portavoce del ministero dell'Interno ha infatti reso noto che dallo scorso 21 ottobre la Germania è tornata ad applicare gli accordi di Dublino per tutti i Paesi di provenienza e tutti gli Stati Ue eccetto la Grecia "anche per i cittadini siriani", che vengono così di nuovo fermati alle frontiere anziché essere accolti in territorio tedesco. 

Una barriera in Slovenia
Un'azione di arginamento dei flussi migratori è poi stata annunciata anche dalla Slovenia nella persona del primo ministro Miro Cerar: "Devo evitare un dramma umanitario nel mio Paese, non ho alternative a creare una barriera temporanea per ridurre l'afflusso di richiedenti". In particolare, il governo sloveno ha intenzione di costruire alcune barriere "per incanalare il flusso della rotta balcanica" ma anche per regolamentare gli accessi "in vista di un flusso che si preannuncia in crescita", come ha dichiarato un quasi dispiaciuto Cerar, affiancato dal ministro degli Interni Vesna Gyorkos Znidar, che ha voluto sottolineare come l'Austria e la Germania abbiano di fatto bloccato gli afflussi fino al limite di 6 mila al giorno, decisamente meno di quanti arrivano invece quotidianamente in Slovenia.

Infine il primo ministro sloveno, dopo aver ricordato che il suo è di fatto il primo paese Schenghen dell'Unione sulla rotta balcanica, ha anche auspicato un supporto maggiore da parte delle polizie degli altri Paesi, a cui verranno conferiti nei casi di collaborazione gli stessi poteri della polizia slovena.

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