Germania, perché la Baviera può cambiare la geografia politica d’Europa

Il risultato storico per i Verdi e la deludente frenata per i nazionalisti anti immigrati della Afd, cambiano il segno del tracollo della Csu e della Spd

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Katharina Schulze e Ludwig Hartmann, Monaco, Germania, 14 ottobre 2018 – Credits: CHRISTOF STACHE/AFP/Getty Images

Luigi Gavazzi

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Finalmente una buona notizia politica. Arriva dalla Germania, in particolare dalla Baviera.

In una delle regioni più conservatrici d’Europa è avvenuto una specie di miracolo: alle elezioni regionali del 14 ottobre 2018 il partito dei verdi (Bündnis 90/Die Grünen) ha raggiunto la percentuale del 17,7%, era all’8,6% nelle regionali del 2013.

Perché è importante il risultato dei Verdi

Il partito verde - guidato in Baviera da Katharina Schulze - diventa così l’argine al consenso che l’estrema destra della Afd (Alternative für Deutschland) sembrava destinata a ereditare dalla crisi dei centristi della Csu (Christlich-Soziale Union in Bayern, i democristiani locali, cugini-alleati della Cdu di  Angela Merkel).

Cosa dicono i Verdi

I verdi hanno fondato il consenso su ragionamenti pacati, un'idea complessiva di società aperta, il rifiuto della retorica nazionalista, e un assennato e accorto richiamo ai valori locali in chiave non tribalista ma disponibile al dialogo con i processi globali.

Afd delusa

Invece l’Afd ottiene un deludente, seppure cospicuo, 10,3% (non c’era nel 2013 ma nelle politiche del 2017 in Baviera avevano spuntato quasi il 12,4%). Sperava di drenare molto di più dal tracollo del centro e forse anche da quello dei socialdemocratici della Spd.

La Csu si è infatti fermata al 37,3%: aveva il 47,7% nel 2013.

La Spd è al 9,6 (20,6% nel 2013) ed è ormai il quinto partito regionale.

Buon risultato per Fw (Freie Wähler, Liberi elettori) formazione conservatrice di centro che è arrivata all’11,5% (9% nel 2013).

Ora per la Csu ci sarà il problema del governo locale, che potrebbe risolvere alleandosi con la Fw e i liberali della Fdp.

Crisi Csu

La crisi della Csu è il frutto - dicono gli osservatori - della deriva guidata dal suo leader, Horst Seehofer (che è anche ministro dell’interno a Berlino) verso il nazionalismo estremista e la retorica ferocemente ostile agli immigrati, che ha finito per alienare al partito parte del sostegno dei cattolici, in particolare del clero. Insomma, la corsa a fare gli estremisti non ha pagato.

Insegnamenti

La svolta bavarese potrebbe dunque fornire indicazioni preziose sia alle forze liberaldemocratiche di orientamento progressista (parlare chiaro e con coraggio per difendere e affermare i diritti di tutti) sia ai conservatori (non rincorrere gli estremisti a destra, che vengono sempre preferiti, come l'originale viene preferito sempre all'imitazione).

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