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Germania: chi è l'infermiere che ha ucciso 84 pazienti

Ma Niels Högel, il killer del reparto di cardiochirurgia di due ospedali tedeschi, è sospettato di aver procurato la morte a molte più persone, circa 200

German nurse who estimates he killed about 30 patients with injections of a cardiac drug

Chiara Degl'Innocenti

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Può essere annoverato tra i killer più spietati e come uno degli assassini più privi di scrupoli della storia criminale contemporanea. Il suo nome è Niels Högel, l’infermiere tedesco che ha dato la morte ad almeno 84 pazienti. Un numero, che purtroppo è destinato a salire, se non a raddoppiare. E il suo spaventoso record di follia è circoscritto a 3 anni di "carriera".

Chi è l’angelo della morte tedesco

Högel nasce nel 1976 a Wilhelmshaven, in Germania, è soffre di un grave problema di udito. Il padre è infermiere e viene descritto come un uomo molto rigido che pretende molto dal figlio. Terminati gli studi superiori Niels entra nel corpo dei Vigili del Fuoco da cui si allontana a causa della sua paura per l'altezza. Vorrebbe studiare medicina ma per la sua famiglia è troppo oneroso, così lascia l'università dopo pochi mesi.

Diventa, quindi, infermiere a sua volta e nel 1999 inizia la sua carriera all’interno del reparto di cardiochirurgia e terapia intensiva della clinica di prestigio di Oldenburg, città della Bassa Sassonia. Lo stress di quel reparto lo portano a definirlo come “un’esperienza traumatizzante" che lo stanca, lo deprime, gli mette ansia e lo porta a bere.

I colleghi trovano Högel più sinistro e iniziano ad accusarlo di essere sempre "presente là dove è necessaria la rianimazione", dice un dipendente dell’ospedale durante una deposizione. Altri colleghi lo chiamano lo "sfortunato" o l’infermiere dal "fascino della sfortuna".

Nel 2001, dopo numerosi casi di decesso, il suo profilo viene esaminato internamente se esiste una correlazione tra le morti dei pazienti e la presenza dell'infermiere Högel. La prova non viene trovata e le autorità non vengono informate.

Come si è svolta l’inchiesta

Högel era stato arrestato per la prima volta nel 2005, dopo che un collega lo vede iniettare del Gilurytmal (un farmaco utilizzato per gravi patologie cardiache solo in ospedale) in un paziente che aveva poi avuto una crisi cardiaca. Quel paziente si era salvato, ma Högel aveva ricevuto nel 2008 una prima condanna a quasi 8 anni di carcere per tentato omicidio.

Condannato all'ergastolo nel 2015 per la morte di due pazienti, e il tentato omicidio di altri tre, era sospettato anche di aver assassinato altre 36 persone.

L’indagine decennale ha infatti svelato un agghiacciante bilancio finale. "Dopo 134 riesumazioni e centinaia di testimonianze, siamo in grado di provare almeno 90 omicidi ma ce ne sono almeno altrettanti che non riusciamo a dimostrare", ha detto responsabile dell’ndagine, Arne Schmidt.

Gli esperti della commissione di inchiesta Kardio, che il 31 luglio, formalmente dopo 34 mesi, porteranno a termine l’indagine, hanno riesumato decine di cadaveri per cercare le tracce di farmaci con il quale l'ex infermiere prima causava un infarto o un collasso circolatorio, per poi cercare di rianimare il malcapitato.

Molte delle vittime però sono state cremate e questo ha impedito finora alla polizia di far luce sulla cifra esatta degli omicidi commessi per mano dell’infermiere.

Perché Högel uccideva

Secondo gli inquirenti, Högel voleva suscitare l’ammirazione dei colleghi risultando abile nel rianimare pazienti soprattutto in condizioni critiche. "Quello che abbiamo scoperto  è spaventoso e va al di là di qualsiasi cosa potessimo immaginare", ha aggiunto Johann Kuhme, responsabile della polizia di Oldenburg, in Bassa Sassonia.

A quando risalgono i gli omicidi

Secondo gli inquirenti i fatti sono avvenuti tra il 2003 e il 2005 in due diverse cliniche, nelle città di Delmenhorst e in quella di Oldenburg. Già durante il processo, nel 2015, Hogel aveva confessato di aver iniettato dosi  letali di un farmaco per malattie cardiache ad almeno 90 pazienti procurando la morte a 30 di loro.

Di qui le indagini allargate. Un’inchiesta che ha portato il capo della polizia a pensare che "gli omicidi potevano essere evitati". Infatti, nel mirino dei magistrati sono finiti anche due ex primari ed il direttore di terapia intensiva di Delmenhorst, accusati di omissioni, mentre sono ancora in corso le indagini sui responsabili dell'ospedale di Oldenburg.

Nel 2001, nella clinica di Oldenburg, per esempio, ci fu una riunione in cui si discusse dell’elevato numero di decessi e persone rianimate, ma nessuno informò la polizia. Tanto che “l’angelo della morte” potè trasferirsi nella clinica di Delmendorst, vicino Brema.

Condannato all’ergastolo nel 2015 per aver ucciso due pazienti e per aver tentato di uccidere altre due persone in una clinica nel nordovest di Delmenhorst con un’overdose di farmaci per il cuore. Già nel giugno 2016 gli inquirenti avevano stilato una lista di pazienti uccisi da Högel, facendo impennare il numero prima a 33 decessi. Una cifra che è poi stato aggiornata a 84, fino quindi alle rivelazioni più recenti.

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