Matteo Politanò

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L'ex stella del Milan George Weah è stato eletto presidente della Liberia, sua terra d'origine. Lo ha comunicato la commissione elettorale dopo il ballottaggio con il suo sfidante, il vice presidente Joseph Boakai. Per la leggenda di Monrovia è un sogno che diventa realtà, un obiettivo per il quale Weah ha lottato fin dal 2002, anno in cui ha dato l'addio al calcio per dedicarsi alla carriera politica. "Sono l'uomo del cambiamento" ha gridato ai liberiani in campagna elettorale, viaggiando in un lungo e in largo per spiegare il suo programma ai quasi 4 milioni di suoi connazionali.

Aumento della spesa pubblica, investimenti sull'educazione e sulla sanità, riforme e garanzie di giustizia. Weah ha spiegato i suoi concetti nei comizi usando spesso il termine "speranza", mettendo a disposizione la sua esperienza per un paese che ha vissuto oltre vent'anni di guerra civile e che nel 2014 è stato falciato da una devastante epidemia d'ebola. Nella sua carriera da calciatore non aveva mai perso il contatto con la sua terra: bandiera della Nazionale per 15 anni (anche durante la guerra civile) e legato alla gente di Monrovia, fratelli ai quali aveva giurato che sarebbe tornato per aiutare a rimarginare le ferite della terra. "Il cambiamento verso la speranza è necessario per il nostro paese" ha detto prima delle elezioni dello scorso 10 ottobre, sua terza candidatura alle presidenziali dopo i tentativi del 2005 e del 2011. 

Al primo spoglio Weah aveva ottenuto il 38.4% dei voti mentre il rivale Boakai il 28.8%. La vittoria è arrivata al ballottaggio, votato lo scorso 26 dicembre, con un netto 61,5% dei voti sul 98% di schede scrutinate. Weah succederà a Ellen Johnson Sirleaf, prima donna Capo di Stato di un paese africano e vincitrice del Nobel per la Pace. L'avvicendamento è in programma per il 22 gennaio 2018, primo giorno della nuova era liberiana, quella del Presidente che ha vinto un Pallone d'Oro.


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