Redazione

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In Germania si è riunito il primo G7 senza la Russia, esclusa dal tavolo dei "grandi della terra" dopo le sanzioni introdotte per l'aggressione all'Ucraina. Il clima di cooperazione che lega ormai America e Germania è forte ed è emerso con chiarezza nell'abbondante serie di scambi di cordialità tra il Presidente Usa Barack Obama e il cancelliere tedesco Angela Merkel. Birra, colazione bavarese, sorrisi, passeggiate nel verde della campagnia bavarese tedesca e alcuni punti fermi sul tavolo.

La questione ucraina

Il primo giorno di incontri ha avuto come tema centrale le sanzioni alla Russia. L'Occidente contrasterà con fermezza "l'aggressione all'Ucraina". È rivolto a Vladimir Putin, cacciato dal tavolo dei grandi, l'avvertimento di Barack Obama dalla prima giornata del G7 tedesco senza la Russia. Le sanzioni rimarranno fino a quando non ci sarà una piena applicazione degli accordi di Minsk, e finchè Mosca non rispetterà la sovranità di Kiev.

"Siamo pronti ad assumere ulteriori misure restrittive per aumentare i costi per la Russia, se le sue azioni lo renderanno necessario", si legge nel comunicato finale del summit a Elmau, in Baviera. L'"eliminazione delle sanzioni" contro la Russia "è legata all'applicazione degli accordi di Minsk", ha ricordato la cancelliera tedesca, Angela Merkel, nella conferenza stampa di chiusura del G7, e, "se la situazione lo dovesse richiedere", le sanzioni potrebbero "essere rafforzate". La Merkel ha tuttavia precisato che occorre "fare di tutto per andare avanti con il processo di Minsk". "Sosteniamo le riforme in Ucraina", ha ribadito, aggiungendo che "gli ambasciatori del G7 a Kiev devono creare un gruppo di sostegno per aiutare" Kiev a realizzare "le riforme economiche".

Di più: per il presidente americano, il presidente russo Vladimir Putin vuole "ricreare le glorie dell'impero sovietico" ma la grandiosità della Russia "non richiede la violazione della sovranità di altre nazioni". L'inquilino della Casa Bianca ha poi aggiunto: "Il popolo russo e l'economia russa stanno soffrendo a causa delle politiche di Putin".

Dal G7 arriva insomma un segnale di resistenza alla politica del Cremlino, e un monito all'unità. Già ieri si è sgombrato il campo dai dubbi sui rapporti fra Usa e Germania, tormentati dal datagate. "Ogni tanto abbiamo opinioni diverse, ma siamo amici e partner degli americani - ha detto Frau Merkel - perchè ne abbiamo bisogno, è nel nostro interesse, e perchè lo vogliamo". "Raramente il mondo ha conosciuto alleanze così forti", ha fatto eco Obama: "Grazie per la partnership, grazie per la tua leadership - ha concluso rivolgendosi alla donna più potente del globo - siamo inseparabili nel mondo".

Atene, un problema da superare

Putin non è però l'unica preoccupazione dei leader delle democrazie più industrializzate del mondo - blindati da 22 mila agenti, che hanno contrastato tentativi non troppo convinti degli anti-G7 di bloccare la strada verso il castello con decine di arresti - nè l'unico interlocutore a distanza. E Obama ha parlato anche di questo con Frau Merkel, facendo capire di non volere problemi dall'Europa.

Il presidente, e questo trapela solo da fonti americane, ha chiesto una soluzione su Atene "per evitare di innervosire i mercati". Con toni particolarmente duri, Alexis Tsipras è stato viceversa evocato da Jean-Claude Juncker, che elencando i rinvii del premier di Syriza ha sollecitato una proposta alternativa: vorrebbe "studiarla" per poterne discutere mercoledì a Bruxelles, al prossimo incontro.

Il presidente del Consiglio italian Matteo Renzi, parlando con i giornalisti, si è detto molto soddisfatto della prima sessione. Ha sottolineato la vicinanza alla posizione di Barack Obama, per un approccio all'economia focalizzato sulla crescita. ''L'economia globale sta crescendo, ma la sua performance è inferiore al suo pieno potenziale e siamo d'accordo su necessari passi da prendere" ha detto Obama. "Il modo migliore per sostenere la ripresa economica globale è concentrarsi sul lavoro e sulla crescita. Nell'economia globale, l'America è una fonte importante di forza''. 

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Allo stesso tempo ha rimarcato le conseguenze negative di un'eventuale Grexit, pur sottolineando in compenso che il premier Tsipras deve pigiare sull'acceleratore delle riforme, a partire dalle pensioni perchè non è possibile, ha detto, che Atene abbia dei baby pensionati. E ha lanciato il suo monito: ''deve essere seria nelle riforme non solo per i creditori, ma anche per creare una piattaforma per tornare a crescere. È importante che la comunità internazionale e le agenzie finanziarie internazionali riconoscano le straordinarie sfide che la Grecia si trova ad affrontare. E se tutte le parti mostrano una sufficiente flessibilità, ritengo che il problema può essere risolto ma questo richiederà decisioni difficili da parte di tutti''.

Sempre ieri si sono già espressi in conferenza stampa il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, e il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, che partecipano ai lavori. Juncker ha escluso una "Grexit" ma ha chiesto al Governo Tsipras di presentare presto una contro proposta perchè c'è una scadenza da rispettare.

Clima, povertà e politica energetica

Una sessione aggiuntiva di lavoro è stata inserita in agenda per questa mattina per discutere soprattutto del cambiamento climatico in vista della conferenza delle Nazioni Unite di fine anno a Parigi, Cop21, e per il quale la Germania vuole limitare a 2 gradi l'aumento massimo previsto della temperatura globale e finanziamenti per 100 miliardi entro il 2020 per perseguire l'obiettivo.

In seguito i leader di Germania, Stati Uniti, Giappone, Canada, Francia, Gran Bretagna e Canada vedranno i capi di Stato e di Governo di sette Paesi del mondo arabo ed africano, tra cui Iraq, Algeria e Nigeria, per discutere di lotta al terrorismo e alla povertà. Altro punto all'ordine del giorno oggi la politica energetica.

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